Danilo Conti : terre di nessuno e crisi turistica

Danilo Conti

Esistono dei luoghi nel mondo che potremmo definire le “Terre di nessuno”, ovvero quelle aree vietate agli esseri umani non autorizzati o quasi dimenticate poiché disabitate.
Molte sono il risultato di conflitti e controversie politiche, mentre altre sono semplicemente stranezze geografiche come l’area 51 in Nevada o il deserto del Sahara Occidentale o il Lake Natron in Tanzania …
Concordiamo sulle regole, ma quello che più preoccupa della “mala movida” sono le vittime per l’abuso di alcol e droga ai minorenni!

La tutela al divertimento è invece un diritto sacrosanto, certo nel rispetto della quiete pubblica, ma il divieto assoluto è una scelta azzardata, misure che l’Italia ha sperimentato negli anni ‘70 …. Il cosiddetto “coprifuoco”.
Le isole d’estate (e non solo) devono essere un luogo di cultura, di spettacoli, di relax e di musica a cielo aperto, per tutte le età e poi ci vogliono attrazioni, alternative e non può assolutamente diventare solo un luogo di culto, di preghiera o di pellegrinaggio! Allontanare i giovani per salvaguardare solo pochi anziani è contro natura.

Abbiamo 7 isole e ognuna di queste può avere una vocazione diversa.
Crediamo anche che la crisi turistica non dipenda solo da questo fattore ma da una serie di scelte strategiche errate, molte del passato quali, trasporti, infrastrutture e programmazione!