Criticità Pronto soccorso Barcellona e futuro sanità messinese : UGL chiama al confronto commissari Asp

“Si apprende- scrivono in nota Fabrizio Denaro e Antonino Sciotto di UGL Salute Messina-  da informazioni della stampa locale dell’incontro svoltosi presso il Presidio Ospedaliero di Barcellona P.G. per la riattivazione del Pronto soccorso del presidio tra il neo commissario straordinario dell’ASP di Messina e il personale medico in servizio. Da quanto riportato nonostante gli sforzi per trovare una soluzione, i tempi per la riapertura del pronto soccorso saranno lunghi, pertanto appare evidente la grave carenza di personale che ne impedisce la riapertura. Una situazione che preoccupa ma, purtroppo non sorprende. Infatti già nello scorso maggio e luglio Ugl Salute Messina aveva evidenziato che la ristrutturazione del pronto soccorso del Cutroni Zodda rischiava di essere vanificato dalla mancanza di personale medico. In quei due interventi avevamo chiesto un gioco di squadra tra le Aziende Sanitarie e l’Assessorato Regionale della Salute per superare questa gravissima criticità. Però dalle informazioni riportate dai giornali pare che ben poco sia stato fatto e le selezioni di personale attive abbiano un numero di candidati insufficiente a coprire i buchi in organico. Appare evidente che i problemi di oggi hanno origine a molti anni fa, solo accentuati dal periodo del COVID, e figli di un’errata programmazione. Ma cosa fare oggi? UGL Salute non ritiene l’assunzione di medici stranieri la panacea di tutti i mali, ma solo una toppa. Però bisogna prendere atto che lo scorso febbraio veniva annunciata dalla Presidenza della Regione la selezione di 16 medici  stranieri e la valutazione di ulteriori 15.

Quanti di questi destinati all’ASP di Messina? Quanti di questi possono dare un contributo per sanare, anche solo temporaneamente, il buco di personale nell’attesa dell’assunzione di nuove figure mediche e più in generale sanitarie? Inoltre è stato fatto abbastanza per incentivare i tanti medici in fuga dal sistema della sanità pubblica verso l’estero o verso le cosiddette “cooperative” o “gettonisti” a rientrare. Infine perché non riproporre quanto fatto in Lombardia e Veneto che hanno approvato interventi mirati a ridurre l’uso dei medici gettonisti. In particolare nel Veneto ci si è attivati a favorire incarichi di lavoro autonomo attraverso convenzioni con una politica finalizzata a calmierare i costi determinando la misura massima delle tariffe orarie di riferimento.

Da queste considerazioni UGL Salute Messina- concludono i due sindacalisti- ribadisce la disponibilità a confrontarsi ad ogni tavolo tecnico ma soprattutto invita i nuovi Commissari Straordinari a sedersi intorno ad un tavolo per confrontarsi sul difficile futuro della sanità messinese”.