Coscione : “isolani rivendicate i vostri diritti”

di Francesco Coscione

Seguendo i giornali locali, regionali e nazionali, si ha la netta sensazione di una separazione assoluta tra la politica, le intenzioni, ammesso che siano tali, e i fatti concreti. Si passa da parole trionfalistiche per concessioni di diritti imprescindibili, a immagini e notizie da far rabbrividire e tutto nella stessa giornata. Quasi nessuno ha la vera percezione che le isole minori sono una realtà assolutamente diversa da ogni altro luogo italiano. Tutti lo dicono ma poi nessuno attua questo che resta una favola da bambini creduloni.

Nessuno si è trovato a vivere qui quando non può volare neanche l’elicottero della marina militare, quando il mare e il vento soffiano talmente forte da fare paura, quando le piccole isole restano isolate per giorni.

Viviamo di dobbiamo, faremo, cercheremo, vedremo, speriamo, auspichiamo, tutti verbi che io definisco alla coniugazione di futuro infinito. I cittadini di Ginostra o Alicudi sono uguali a quelli di Milano, Roma, Messina? No! Non hanno gli stessi diritti ma gli vengono chiesti gli stessi doveri per tasse e balzelli.

Scarichiamo la nostra rabbia su cose stupide e inutili invece di incanalarla in una civile ed educata protesta per far capire che non siamo stupidi creduloni, che le parole non ci incantano, che le promesse non ci sciolgono come caramelle appiccicose col retrogusto che sa di: ti ho fregato, stai buono e a cuccia, zitto e obbediente.

Ci arrabbiamo e insorgiamo quando ci dicono che il sud è succube e dipendente di entità nascoste dentro lupi in veste di agnelli ma siamo incapaci di svegliarsi, di parlare, di scrivere, di uscire dalla società da bar: “sono tutti ladri e tutti delinquenti” per poi passare a ossequiare il primo cappedduzzu che incontriamo che fa passare per regalo ciò che è un sacrosanto diritto. Sveglia grande popolo eoliano oppure smettete di lamentarvi e continuate a vivere da succubi se è ciò che vi piace.

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