Coscione : il coraggio di restare in un paese smarrito

di Francesco Coscione

Ore 17,45 di ieri, Rai Uno ammiraglia. La Cuccarini amata dagli italiani sul trespolo slanciante con la criminologa da salotto e altri due opinionisti (de che?) che chiacchierano di omicidi come fossero ricette di cucina mentre scorre ossessivo un video educativo sottotitolato: il marito ripreso mentre trascina il cadavere della moglie. Alle 13, sempre di ieri, un biondastro giovanotto girovaga nudo mentre un tonto venditore vaneggia di ipotetiche case perfette. Mi va di traverso anche la pasta alla visione del suo deretano per il quale si guadagna anche lui euro e chiacchiere salottiere da rete ammiraglia Rai.

I giornaWeb riempiono pagine sulle catastrofiche dichiarazioni sessiste di un Amedeo troppo piccolo e servile per ribellarsi alla presenza di Lelly Kelly…(magari fosse lei) Junior Kelly in maschera diamantata, nel più importante programma Rai (mi immagino il resto) che scrive canzoni con stupri, violenze, strangolamenti, uccisioni rituali e successive minzioni nelle bare e per cui bambini in età prescolare chiedono alle maestre di poterlo ascoltare in classe. Per fortuna oggi i genitori sono moderni e “amici” dei figli.

Per chiudere, finalmente, trovo l’ubiquitario suonatore di campanelli in tutti i salotti serali ove, finti cattivi gli chiedono spiegazioni del turpe gesto foraggiandogli la campagna elettorale da “ti piace vincere facile”, considerando l’ inconsistente evanescenza degli avversari.

Ma per fortuna che c’è Silvio che presenta triste la candidata forzista in Calabria asserendo che, in ventisei anni, non è riuscito a usare una pillola blu con lei. Visto che ride di gusto anche lei, vuol dire che lui non è sessista. Io non mi domando perché i giovani se ne vanno dall’Italia, mi domando perché i pochi cervelli pensanti residui, rimaniamo.
Coraggio, domani è un altro giorno.

Francesco Coscione

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