Coronavirus : due i casi a Messina dei 35 in Sicilia

(lasiciliaweb.it) Altri due casi positivi al coronavirus in Sicilia. A Palermo positivo un carabiniere del comando provinciale. Il militare, di ritorno da una settimana bianca in Trentino, con scalo aereo a Verona, si è sentito male e si è rivolto ai sanitari che lo hanno sottoposto al test risultato positivo. E’ ora ricoverato all’ospedale Civico di Palermo. Il comando provinciale in queste ore è sottoposto alla sanificazione e sono stati messi in quarantena tutti coloro che sono venuti a contatto con il carabiniere da quando è tornato a Palermo.

Messina un anziano, che si trova nella sua abitazione, è risultato positivo al tampone all’ospedale Papardo. La notizia è stata confermata dal direttore sanitario dell’ospedale Mario Paino. Salgono dunque a due i casi di coronavirus nella provincia di Messina, uno riguarda un vigile del fuoco di S. Agata di Militello che ieri è risultato positivo. Domani i tamponi saranno inviati a Catania per una ulteriore verifica e successivamente a Roma.

35 I CASI IN SICILIA. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (sabato 7 marzo), così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) hanno effettuato 643 tamponi, di cui 598 negativi e 10 in attesa dei risultati.

Al momento, quindi, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 35 campioni, di cui sette già validati da Roma (tre a Palermo e quattro a Catania). Risultano ricoverati 8 pazienti (tre a Palermo, tre a Catania, uno a Messina, uno a Caltanissetta, ma proveniente da Agrigento) di cui nessuno in regime di terapia intensiva, mentre 27 sono in isolamento domiciliare.

Risulta guarito, dopo il test di conferma eseguito nelle scorse ore, un paziente del Ragusano, mentre dopo ulteriori approfondimenti il paziente ricoverato ieri a Enna è risultato negativo, pertanto è stato dimesso.

Si chiarisce, ancora una volta, che tutti i contagi accertati in Sicilia sono riconducibili al ceppo delle zone di focolaio del Nord Italia. Nello specifico 12 casi sono afferibili a un cluster proveniente dal Friuli Venezia Giulia.

GIUSTIZIA FERMA FINO AL 31 MAGGIO. Udienze per i reati meno gravi rinviate fino a fine maggio per tutelare chi lavora nelle procure e nei tribunali. E un piano di emergenza per far fronte all’emergenza sanitaria legata all’epidemia del coronavirus che consentirà da un lato assunzioni di 20 mila tra medici, infermieri e operatori, ma anche di essere pronti a un dilagare del virus, con la possibilità affidata alla Protezione civile di requisire materiali sanitari e strutture per far fronte a carenze di materiali o posti letto.

Il governo a sorpresa anticipa parte delle nuove misure anti-virus e approva dopo un Consiglio dei ministri di tre ore un unico decreto legge con le misure per la sanità e la giustizia. Nel provvedimento vengono accorpate quindi sia le restrizioni per gli uffici giudiziari, che scatteranno dal 23 marzo dopo 15 giorni di “sospensione feriale”, sia quelle per mandare rinforzi nelle corsie degli ospedali, in prima linea per contrastare l’epidemia.

Salta, rispetto alle prime bozze, la possibilità per lo Stato di commissariare le Regioni inadempienti rispetto alle nuove misure mentre spunta, oltre alla possibilità di requisire gli alberghi, un potere più ampio alla Protezione civile per disporre, dove diventasse necessario, requisizioni di altri immobili per avere spazi dove gestire le persone in quarantena ma anche requisizioni e espropri di materiale sanitario, dai presidi sanitari e medico-chirurgici per assicurare agli ospedali le forniture adeguate a gestire i contagi e i posti letto “specializzati” necessari a ricoverare i malati.

Per potenziare i reparti di terapia intensiva sono in arrivo 5 mila impianti di ventilazione assistita, che saranno acquistati dalla Protezione civile attraverso la Consip con procedure rapide e semplificate.

CONTROLLI SU TUTTI I VOLI DAL NORD. Dopo le reiterate denunce del presidente della Regione Nello Musumeci, l’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera ha comunicato che i controlli nei quattro aeroporti siciliani (Palermo, Catania, Trapani e Comiso) vengono regolarmente eseguiti nei confronti dei passeggeri in arrivo dai tutti i voli internazionali e dalle aree endemiche italiane: Milano, Bergamo, Venezia, Verona, Pisa, Treviso, Genova, Torino, Roma. Si invitano, pertanto, i viaggiatori a verificare eventuali inconvenienti e a segnalarli alla mail: segreteria.presidente@regione.sicilia.it.

TERMOSCANNER E ATOMIZZATORI. Negli aeroporti di Catania, Palermo, Trapani e Comiso i controlli, spiega l’Usmaf, vengono effettuati sui passeggeri provenienti dai voli internazionali e dalle aree endemiche italiane: Milano, Bergamo, Venezia, Verona, Pisa, Treviso, Genova, Torino, Roma.

A Catania, da ieri, è in funzione il nuovissimo termoscanner per la misurazione della temperatura; la prossima settimana ne verrà montato un secondo che consentirà di rilevare la temperatura a tutti i passeggeri e di effettuare il riconoscimento facciale, anche con la mascherina indossata. La stessa operazione è in itinere per l’aeroporto di Palermo, dove verrà completata la prossima settimana.

Negli scali aeroportuali di Palermo e Catania, dove si registra ancora un elevato flusso di passeggeri nonostante il calo fisiologico, sono da tempo in atto operazioni di disinfezione profonda di superfici e ambienti comuni. Nello specifico, secondo le linee guida ministeriali, vengono quotidianamente sanificati i locali comuni in cui transitano passeggeri, personale, operatori aeroportuali ed enti di Stato, sia nelle aree partenze che nelle aree arrivi.

Nelle ore notturne, poi, gli ambienti vengono disinfettati attraverso l’uso di atomizzatore che nebulizzano prodotti certificati e specifici per la neutralizzazione del virus.