Ars, priorità ddl trasporti marittimi

aliscafi 1La conferenza dei capigruppo dell’ARS, su richiesta dell’on. Girolamo Fazio, capogruppo del Gruppo Misto, ieri ha deciso di dare priorità al disegno di legge che dispone la “modifica della durata dei contratti di servizio relativi ai collegamenti marittimi”. Il DDL  è già stato assegnato in commissione Trasporti per l’esame preliminare: è costituito da un articolo che va a modificare il comma 4 dell’art. 1 della Legge Regionale 9 agosto 2002, n 12 recante «Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori della Sicilia. Disposizioni finanziarie nel settore trasporti».

Nella sostanza sarà determinata in 4 anni la durata minima, ed in 6 anni quella massima, dei contratti di esercizio dei servizi di collegamento con le isole minori in atto regolati con “durata non superiore a cinque anni”. L’attuale normativa ad oggi ha consentito l’affidamento del servizio per periodi ridotti, lasciati alla determinazione dell’amministrazione in sede di predisposizione dei bandi di gara (come dimostrano gli ultimi bandi per i collegamenti con le isole minori, tutti affidati per una durata di due anni).

“Rapporti contrattuali di durata così limitata – è scritto nella relazione del deputato proponente, Girolamo Fazio – … con la partecipazione e la conseguente aggiudicazione di un solo concorrente, costituiscono un ostacolo alla partecipazione alle gare per il loro affidamento, poiché refluisce negativamente sulla convenienza economica delle imprese alla partecipazione stessa”.

Per assicurare i servizi minimi “le imprese di navigazione devono programmare e realizzare investimenti rilevanti per dotarsi dei necessari e costosi mezzi navali, sostenere ingenti oneri assicurativi, predisporre un’organizzazione aziendale, amministrativa e tecnica … nel rispetto degli standards qualitativi e di sicurezza imposti dalle rigorose normative vigenti”.

Quindi, se da un lato fissare il limite massimo di durata del contratto in sei anni risponde agli orientamenti comunitari in materia onde evitare che “periodi notevolmente più lunghi possono comportare il rischio di porre in essere un monopolio (privato)”, dall’altro introdurre “anche una durata minima del rapporto contrattuale” garantirebbe “agli operatori del settore la possibilità di programmare il recupero degli investimenti occorrenti per lo svolgimento dei servizi su un arco temporale di operatività adeguato e certo operando secondo economie di scala che si riverberano positivamente sull’utenza e sui costi complessivi del servizio stesso”.

«L’obiettivo finale – afferma Fazio – è di consentire una positiva concorrenza tra operatori a tutto vantaggio degli utenti; uscire dall’inevitabile circolo vizioso delle proroghe dei servizi di collegamento in attesa della predisposizione dei bandi ogni due anni, tempo medio di affidamento come dimostrano le pregresse esperienze; risparmiare risorse economiche e umane per la predisposizione dei bandi di gara ogni due anni».

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