Aereo precipitato al largo di Stromboli: le vittime dell’incidente

Emanuele e Giuseppe Alabiso, foto gds.it
Emanuele e Giuseppe Alabiso, foto gds.it

Stromboli- I corpi recuperati al largo dell’isola sono quelli del medico gelese Giuseppe Alabiso e del figlio Emanuele. Lo riporta il sito quotidianodigela.it  .

Alabiso era rientrato solo nelle scorse settimane da un lungo giro del mondo, a sostegno della donazione degli organi e del sangue, ed era diretto in Puglia. 

(AGI) – Messina, 24 nov. – Tragedia al largo di Lipari dove i cadaveri di due uomini sono stati trovati nella notte. Le vittime sono Giuseppe ed Emanuele Alabiso di Gela, padre e figlio, di 61 e 26 anni e viaggiavano verso Foggia sul loro velivolo ultraleggero “Storm 300” scomparso ieri pomeriggio.

L’aereo era partito da Gela, diretto a Foggia; l’allarme era stato lanciato ieri pomeriggio dal Comando generale delle Capitanerie di Porto di Roma che aveva ricevuto un segnale di emergenza. I corpi, ritrovati uno intorno alle 3.30 di notte e l’altro all’alba, sono stati trasportati a Milazzo (Messina).

Giuseppe Alabiso, odontoiatra, nel 2013 stabili’ il record del mondo di traversata solitaria di 9.000 chilometri da Gela a Capo Nord, mentre nel 2014 raggiunse la Groenlandia percorrendo 13.000 chilometri. Era molto conosciuto a Gela, sia per la sua professione di medico sia per la sua passione per i motori e per il calcio. Nel 1985 fondo’ la Juventina Gela Calcio, divenendone presidente. Porto’ i rosanero a una storica promozione in serie C, dopodiche’ lascio’ la presidenza al padre, gia’ presidente del Terranova, che fondo’ la Juveterranova Gela. Giuseppe Alabiso, era scampato alla morte gia’ nel 2004, quando, partito da Roma, il suo aereo ultraleggero precipito’ all’altezza di Sabaudia. Rimase in coma per oltre un mese e poi torno’ a volare.

Giuseppe Alabiso, foto quotidianodigela.it
Giuseppe Alabiso, foto quotidianodigela.it