A Salina la prima moschea a scuola

moschea-scuola-salina-640Spazio su ” Io donna ” del Corriere della Sera alla prima, e finora, unica moschea in un’aula scolastica. Tutto questo, e non è poco, a  Salina grazie alla preside Mirella Fanti per favorire l’integrazione tra le famiglie marocchine presenti nell’isola. I marocchini a Salina sono 200 su 2000 abitanti e i bambini stranieri in aula sono il 15%. ” Ho chiesto dei fondi UE- racconta la preside Fanti a Io Donna- per corsi di italiano destinati agli adulti marocchini, ai genitori dei nostri ragazzi. Erano un gruppo chiuso, gli uomini lavoravano tutti, prevalentemente nei campi, le mogli stavano per lo più in casa. Ma hanno raccolto l’invito: sono venuti ai corsi tenuti nella scuola di Salina, 60 ore, due alla settimana, per tutto l’anno scolastico, le signore di pomeriggio, gli uomini la sera. Lezioni pratiche, dialoghi sul fare la spesa, andare dal dottore o in farmacia. In alcuni casi avevamo davanti anche degli analfabeti, perché la scolarizzazione in Nordafrica non è diffusa, specie fra le donne”. A fine corso gli uomini si fanno coraggio e chiedono alla scuola uno spazio per continuare le lezioni di italiano, ma non solo. Volevano anche lezioni di arabo, specialmente per i figli, che conoscono la lingua parlata ma non quella scritta. E collegano l’idea di scuola a quella di formazione religiosa, secondo il modello della Madrasa, la scuola coranica. Dunque, spazio anche per pregare. Alla preside l’idea piace, dei locali vuoti, un tempo uffici, la scuola ce li ha, il Sindaco di Salina accetta. “È una semplice stanza, che noi chiamiamo pomposamente moschea. Ma è anche il simbolo di una nuova era, di nuovi rapporti”, sintetizza la Fanti.