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Via Crucis, tra preghiera e meditazione : venerdì alla chiesa del pozzo

con Gesù_1

di Michele Giacomantonio

Venerdì 17 nella chiesa del Pozzo due appuntamenti. Alle 17.30 la terza Via Crucis di questa Quaresima. Alle 18, a seguire, il terzo momento degli incontri di catechesi per adulti che ha come tema proprio la Via Crucis.

La Via Crucis, nella sua accezione letterale, è il cammino percorso da Nostro Signore Gesù Cristo, il Venerdì Santo, quando, portando la croce, si recò dal Pretorio al Golgota. La trama è fornita dagli Evangelisti: Matteo 27, 22-61; Marco 15, 1-47; Luca 23, 1-56; Giovanni 19, 1-42.

L’esercizio della Via Crucis consiste dunque propriamente nel ripercorrere, fisicamente o idealmente, la stessa strada seguita da Cristo a Gerusalemme – dal luogo del suo arresto – il giardino del Getsemani – fino a quello della morte ignominiosa sul monte Calvario , partecipando in spirito alle sofferenze da lui patite  nel corso di questo tragitto.

La devozione alla Via Crucis comprende 14 stazioni  a cui , recentemente, qualcuno ne aggiunge una quindicesima dedicata alla Resurrezione. Essa costituisce l’ultimo anello di una lunga catena di pratiche e devozioni particolari in onore della passione, che si sono succedute e compenetrate nel corso dei secoli.

La devozione alla passione è antica quanto il cristianesimo, giacché è iniziata ai piedi della croce, nel cuore della madre, degli intimi e dei familiari di Gesù che partecipavano alle sue sofferenze e alla sua morte. E, da allora in poi, la passione e la morte di Cristo sono sempre state considerate come uno degli elementi essenziali della pietà cristiana e il centro di tutte le altre devozioni.

Ma a quando risale la pratica della Via Crucis nello spirito in cui ogni anno nella Quaresima la si ripete in moltissime chiese?

Un primo abbozzo risale sicuramente a  non prima degli inizi del secondo millennio, prima ci sono solo leggende. Quello che esisteva nei primi secoli a Gerusalemme era  il culto dei luoghi santi, con una processione che aveva due tappe fondamentali : il Calvario e il Santo Sepolcro. Tutti i racconti dei pellegrini sono precisi e unanimi in proposito.

Nel corso dei secoli questa processione si amplia e si arricchisce e certamente esercita una certa influenza sulle origini della Via Crucis. Possiamo dire quindi che  la devozione della Via Crucis esisteva già in maniera embrionale in quella processione?  Forse ma solo dal secondo millennio. Non prima . Perché nei primi dieci secoli, i santi Padri e gli scrittori ecclesiastici hanno visto nel Cristo crocifisso soprattutto il vincitore glorioso, che, con la sua passione e morte, aveva trionfato sull’inferno e sul peccato, aveva liberato l’umanità dai legami del demonio e fondato un regno, che non avrà fine; e così nei loro scritti hanno messo in luce, soprattutto, che Cristo è Dio. I Padri della Chiesa non considerano la Via Crucis come un percorso doloroso, ma piuttosto come una via trionfale, che Gesù ha percorso da vincitore, portando sulle spalle una croce  il simbolo della vittoria.

Una Via Crucis come si pratica ancora oggi in molte chiese si deve soprattutto a san Bernardo (1090- 1153) e risale a lui quel taglio compassionevole che l’ha resa popolare fra la grande massa dei fedeli.

La la Via Crucis non è solo una devozione, è molto di più. E’.in qualche modo il cuore del Cristianesimo. E’ il momento in cui Cristo prende sulle spalle tutti i peccati del mondo a cominciare dal peccato originale di Adamo ed Eva e va a sacrificarsi sul Calvario per riscattare gli uomini che crederanno in Lui, che si identificheranno in Lui e aprire loro le porte del suo Regno e quindi l’eternità. E’ un percorso drammatico e per certi versi anche tragico perchè sulla Croce Gesù teme di essere abbandonato dal Padre. In questo percorso sono almeno quattro i momenti più significativi: la preghiera del Getsemani quando Gesù sembra voler allontanare il calice che deve bere; i duecento metri del percorso dal Sinedrio al Golgota dove si consuma fino in fondo lo scontro fra Gesù e l’Avversario passando per Giuda, Pietro, Caifa e il Sinedrio, Pilato, il Cireneo, il ladrone pentito; il dramma della Croce dove si svolge il dialogo decisivo col Padre; la Resurrezione preceduta dalla morte e dalla discesa agli inferi dove libera le anime dei giusti.

In quesa riflessione non si vogliono toccare i tasti compassionevoli ma i profondi significati teologici di un evento che ha rivoluzionato la storia dell’Universo.

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