Turismo, Federalberghi Isole minori alla Bit : occorre strategia condivisa per la Sicilia

La Regione Sicilia si presenta in grande spolvero alla BIT di Milano. Si punta al destination marketing?

Alla conferenza stampa della Regione in BIT, abbiamo rivisto dopo alcuni anni di assenza, un presidente della Regione, circondato da ben due assessori, oltre che dal sindaco e dall’assessore alla cultura del capoluogo siciliano. Gli operatori turistici devono – non fosse altro, per mission e vocazione – attribuire un significato positivo e di rilievo a questa importante presenza, sostiene Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Minori della Sicilia.

Il Presidente Musumeci non ha nascosto le difficoltà ma anche le enormi potenzialità di una terra ricca di risorse culturali, naturalistiche e enogastronomiche, immaginando anche lo sviluppo di nuove forme di turismo e la valorizzazione dei borghi e della ricettività diffusa. Sgarbi, opportunamente più contenuto rispetto ad altre uscite in BIT del passato, si è limitato a tenere calda la polemica che in atto interessa la venere di Morgantina, rimandando ad una prossima conferenza stampa la presentazione delle attività culturali della Regione. Non si è, invece, fatto sfuggire l’occasione per uno spot a tutto tondo della città di Palermo, capitale della cultura, il Sindaco Orlando, uomo di mondo, come si suol, dire e abile comunicatore.

Sul retro dello stand, i desk degli operatori turistici, anima di queste fiere, sempre pronti a scommettere anche oltre le proprie possibilità per il “rilancio”, che probabilmente sarebbe più opportuno definire “lancio”, del prodotto turistico siciliano. Si, perché, se è vero che la Sicilia vive in buona parte di turismo è altrettanto vero che le sue potenzialità, a detta di politici ed esperti, rimangono tutt’ora inespresse.

Il presidente Musumeci ha parlato di un logo, di uno slogan, per la Sicilia, intuendo a mio avviso – ritiene Del Bono – la necessità di avviare un’operazione di destination marketing del prodotto turistico siciliano. Un prodotto che tecnicamente, per troppi versi, non può ancora definirsi tale, e che deve avere la capacità di trasformare in attrazioni fruibili, per buona parte dell’anno, quelle che ad oggi nella maggior parte dei casi rappresentano ancora delle mere risorse culturali, naturalistiche ecc.

A gran voce viene richiesta dagli operatori turistici – quelli veri, quelli grandi e quelli piccoli, quelli regolari, quelli che follemente ancora ci credono – una strategia di sviluppo turistico per la Sicilia, nella consapevolezza che ormai da anni il turismo è diventata scienza (quasi) esatta e che, pertanto, non ci si possa permettere il lusso o meglio, la miseria, di navigare a vista. È necessario un confronto sistematico – in parte già avviato con grande disponibilità dall’Assessore Pappalardo – con gli stakeholders ma è allo stesso tempo ancora più necessario l’intervento costante e duraturo di esperti (quelli veri) e competenze (quelle serie) per avviare un processo virtuoso che dia vita al sistema (turistico), che crei il network tra le sue diverse componenti, che attivi le sinergie necessarie con gli altri settori (agricoltura, cultura, artigianato ecc.), che inneschi i processi virtuosi di cui l’industria turistica siciliana necessita per potersi sviluppare. “Noi, conclude Del Bono, abbiamo il dovere di crederci, di farci trovare pronti e di partecipare attivamente al processo. Il Presidente Musumeci, l’autorevolezza per avviare e seguire il percorso. Senza una strategia vera e condivisa, rimaniamo però punti distanti di uno stesso progetto con un obiettivo comune: lo sviluppo sostenibile della Sicilia”.

Federalberghi Isole Minori della Sicilia

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