Sui muri di Lipari gli isolani ” con gli occhi chiusi”

di Angela Biviano

postiglione 3L’arte non ha confini nè limiti di tempo, ce lo dimostra Michele Bellamy Postiglione tutte le volte che torna alle Eolie.
Lo immagino seduto con i suoi artisti, questa volta con Demetrio Di Grado, sulla spiaggia, a guardare verso l’orizzonte…
E immagino le loro discussioni e le battute sulla fortuna di trovarsi a vivere in un posto dove tutto è in sintonia e dove anche i pensieri viaggiano a ritmi diversi rispetto a ciò che accade in altri posti.

Mi sembra di sentirli parlare di come si vive alle Eolie (che a vederla da fuori, la quotidianità eoliana, é diversa – forse anche perché si da più importanza alla ricchezza di beni naturali che a tutto il resto)
Loro lo sanno che “isolani” è un privilegio, lo sanno perché vivere al mare o meglio vivere su un’isola è una fortuna ma sanno anche che le difficoltà non mancano. Qui è tutto diverso, é tutto meraviglioso, sul serio, se tutto funziona o almeno fino a quando sull’isola rimane tutto quello che serve. Invece, col tempo, le cose sono cambiate e cambiano, stravolgendo quello che era e doveva rimanere una situazione di vantaggio.postiglione 2

Ecco, allora, che l’Arte diventa una provocazione, arrivano e cominciano a prendere sede sui muri di Lipari le opere provocatorie di Demetrio che porta in scena le “sagome” con gli occhi coperti da parole scelte appositamente per incuriosire e sollecitare la discussione su alcune tematiche sociali. Nella sua street art, a Lipari, l’inequivocabile denuncia é “Con gli occhi chiusi”
La riflessione deve essere forte e dal doppio significato: “sono chiusi gli occhi di chi non vuol vedere la realtà che non gli appartiene…” e “sono chiusi gli occhi di chi perde l’entusiasmo di cambiare la realtà che non gli piace…”
Questa street art offre delle parole chiave:

AMARE

AMAREGGIATA

ISOLATA
ed io voglio provare ad offrire le chiavi di lettura perché l’arte, che non ha confini, torna e parte da Lipari per dire che: AMARE vuol dire non sentirsi soli, vuol dire non chiudere gli occhi sentendosi fuori, perché tutto è compreso nello stesso progetto, perché la vita non ha un valore diverso a seconda del posto in cui viene spesa.
Ma in dialetto “A’MARE semu” vuol dire che le vie d’uscita da una situazione difficile sono scarse, che per non annegare bisogna accontentarsi di galleggiare.

postiglione 1AMAREGGIATA é come si sente una donna che a Lipari non può più partorire…ma poi cambio il senso, metto un accento e attengo “A’MAREGGIATA”.
É dialetto anche questo e vuol dire mare agitato per effetto del vento di scirocco… impossibile credere che sia un limite giacché ho sempre trovato nel mare in tempesta la forza del “non mollare”.
Ancora una provocazione che dimostra che il senso lo da chi il senso lo fa… e penso alle donne che per nulla devono sentirsi amareggiate ma piuttosto potenti come le onde della tempesta per ottenere il riconoscimento dei loro diritti.

E se ISOLATA vuol dire “oltre” tutto il resto, so che quell’oltre non vuol dire fuori dal contesto. Qui nessuno si arrende… qui si impara a navigare, qui, Eolo, soffia forte per gonfiare le vele… se fate silenzio lo sentirete dire: “qui si naviga, gente, si procede a dritta, avanti tutta.

pasqua cannolo

 

 

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