Specializzarsi dopo la laurea? Arrivano i master online!

Curiosity, lo spazio del Giornale di Lipari per i blogger

di Elena Ridolfi

unnamedBisogna specializzarsi!”. Questa frase l’abbiamo sentita così tante volte che forse non gli diamo nemmeno più il giusto significato e la giusta importanza; e questo è sbagliato. L’esigenza di una specializzazione non è un sotterfugio con cui la classe dirigente cerca di allungare ancora di qualche anno la nostra permanenza tra gli studi per ritardare il problema dell’accesso al lavoro. La specializzazione è una reale esigenza in un mercato del lavoro in cui essere laureati non è più un titolo distintivo come poteva esserlo una volta.

Certo, è vero che non sempre è facile coniugare le esigenze di specializzazione con quelle economiche e logistiche. Molto spesso ad esempio, questa esigenza viene sviluppata quando si è già iniziato a lavorare. Tuttavia ciò non è più un problema così bloccante.

Anche chi lavora diverse ore al giorno può oggi iscriversi ai master universitari sfruttando le opportunità che arrivano dalle università telematiche. In cosa consistono?

Si tratta di Master riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e che quindi potranno un domani essere spesi nel pubblico come nel privato. La differenza rispetto ai master tradizionali, che normalmente impongono l’obbligo di frequenza in aula, è che i master a distanza o anche semplicemente master online (come questi ad esempio) possono essere seguiti comodamente da casa o dal proprio posto di lavoro.

Quello che serve infatti è solo un pc connesso ad internet; ci si collega al portale di e-learning dell’università online e si accede in streaming ai video delle lezioni tenute in aula dai docenti. In pratica sarà come frequentare ogni singola lezione senza però muoversi da casa, e trovando così il miglior bilanciamento tra lo studio e gli impegni lavorativi.

L’unica volta in cui è richiesta la presenza in loco del discente è in occasione degli esami, ma si tratta pur sempre di pochissimi giorni l’anno, che quindi non vanno ad impattare con l’organizzazione del lavoro o con i propri impegni famigliari.

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