Sidoti e la “liquidità da suicidio assistito” : quali spese su contributo di sbarco ?

di Angelo Sidoti

angelo sidotiAl nostro Ragioniere Generale piace molto definire lo stato di liquidità del nostro Comune come “una sorta di suicidio assistito”.

E’ stata resa pubblica la relazione del secondo trimestre del 2018 sugli equilibri finanziari che ricalca quella dei trimestri e anni precedenti. Tale circostanza deve fare riflettere la parte politica così come il fatto che l’amministrazione è in carica da ormai quasi 7 anni ed il susseguirsi di diversi assessori al bilancio e programmazione (tra cui lo stesso Sindaco) non hanno portato ad alcun cambiamento.

Nonostante il Dott. Francesco Subba Responsabile del Settore Finanziario inviti l’organo politico a farsi carico del problema, facendo presente che “lo stato di strutturale deficitarietà determina criticità finanziaria da attenzionare e affrontare con immediatezza…!!!”, la situazione rimane immutata con inevitabili conseguenze.

Facciamo un esempio CONTRIBUTO DI SBARCO:

I Trimestre 2018 Entrate da contributo di sbarco ZERO Uscite Euro (247.216,88) = SQUILIBRIO FINANZIARIO

II Trimestre 2018 Entrate da contributo di sbarco Euro 78.465 Uscite Euro (494.639,43) = SQUILIBRIO FINANZIARIO.

Lo squilibrio di cassa in questo caso è determinato dai ridotti incassi avuti nei primi mesi dell’anno determinati dai flussi turistici che risentono della stagionalità.

Occorre comunque farsi una semplice domanda: quali spese sono state sostenute in questo primo semestre e quante imputate a questa entrata “contributo di sbarco”?

Nei prossimi giorni tratteremo altri argomenti, iniziando dalla gestione dell’idrico poiché si è rilevata “un vero disastro”; sulla base di prime verifiche è emerso che su entrate previste in bilancio dal 2013-2017 di circa 11 milioni, l’importo incassato al 31.12.2017 risultava 3,5 milioni, ossia un terzo delle entrate previste.

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