Sicilia: si rompe il patto del centrodestra ma non ci saranno ritorsioni

Agenpress – “La maggioranza di centrodestra non è più di 36 deputati, ma di 35, andremo da soli in aula. Meloni e La Russa non hanno mantenuto gli impegni presi con noi, pensavamo fossero diversi e invece è il peggio della vecchia politica: loro hanno chiesto e ottenuto un posto nel listino del presidente Musumeci e toccava a noi l’indicazione in giunta, invece non è andata così”.

Lo ha detto Angelo Attaguile, leader di Noi con Salvini nella Sicilia orientale accusando Meloni e La Russa di “tradimento” e spezzando il vincolo di coalizione. Attuguile  giudica il fatto “molto grave politicamente”.

“Quando abbiamo posto la questione a Musumeci, ci ha risposto vedetevela voi – ha risposto -. Non è un discorso di poltrone, un centrodestra unito non può fare a meno di un partito nazionale come la Lega. La giunta è stata fatta alla vecchia maniera, sono stati dati assessori a Raffaele Lombardo e a Saverio Romano. E’ un sistema vecchio, non si è voluto raccogliere il nuovo”.

Ma garantisce che non ci saranno ritorsioni sugli accordi di maggioranza per gli assetti in Assemblea, con Gianfranco Micciché che ambisce alla presidenza. “Non cerchiamo vendette, non ci metteremo di traverso su Micciché, anzi proprio lui ha riconosciuto che c’era un accordo con FdI per la giunta, che non è stato rispettato”, sottolinea il leader siciliano della Lega.

Il nuovo governo regionale, ufficializzato dal presidente Musumeci a dieci giorni dal suo insediamento, vede tra gli assessori anche Vittorio Sgarbi, con delega ai Beni Culturali. All’avvocato e docente universitario Gaetano Armao vanno la delega all’Economia e la vicepresidenza. All’Agricoltura Edgardo Bandiera (Forza Italia), a Territorio e Ambiente l’avvocato Salvatore Cordaro (Popolari e Autonomisti).

Come risposta il senatore Antonino d’Alì ha rassegnato le sue dimissioni “da coordinatore provinciale di Forza Italia. L’assoluta superficialità e noncuranza con cui viene considerato il partito trapanese  nonostante come sempre la provincia sia stata tra le prime, seconda su nove, in percentuale di consensi per Forza Italia, è a dir poco offensiva. Già in sede di formazione delle liste eravamo andati incontro a ‘superiori esigenze’ di partito e di coalizione accantonando la candidatura di Giuseppe Guaiana, primo degli eletti di tutte le liste alle due ultime elezioni amministrative trapanesi”.

A riconoscimento di quel gesto di disponibilità verso la richiesta del coordinatore Miccichè, era stata deliberata dal partito regionale la sua inclusione nella squadra di governo della Regione, e poi annunciata durante un incontro con la stampa dallo stesso coordinatore siciliano del partito”. Guaiana invece non fa parte della giunta Musumeci, ufficializzata ieri.

Share