Sicilia, scuola : dal prossimo anno dialetto materia di studio

La giunta regionale, presieduta dal governatore Nello Musumeci, si è riunita in seduta straordinaria ad Agrigento in occasione del 72° anniversario dell’Autonomia siciliana. Il governo ha deciso che il 15 maggio non sarà più vacanza nelle scuole, ma sarà una giornata dedicata alla storia dell’Autonomia. Inoltre nei programmi scolastici, dal prossimo anno, verrà introdotto lo studio della storia di Sicilia e del suo dialetto.

Deliberata anche la realizzazione a Palermo, in via Ugo La Malfa, di una cittadella della Regione per ospitare tutti gli uffici attualmente sparsi in città. Via libera anche al ripascimento della spiaggia di Eraclea Minoa, con un finanziamento di oltre quattro milioni di euro. Approvato, infine, anche lo schema di nuove norme di attuazione dello Statuto in materia finanziaria (in riferimento agli articoli 36, 37 e 38).

“Apprezzo, con una punta di soddisfazione, le parole del Presidente della Regione Musumeci sull’insegnamento del dialetto nelle scuole siciliane. Ho già discusso con l’assessore Lagalla sulla necessità di applicare la legge regionale 9 del 2011, di cui sono stato promotore, che autorizza le scuole di ogni ordine e grado ad introdurre l’insegnamento della Storia, della Letteratura e della Lingua siciliana nelle ore curriculari e nel rispetto della autonomia di ogni singolo istituto. Condivido quindi l’iniziativa destinata ai nostri ragazzi affinché possa incoraggiare lo studio in maniera sistematica, partendo dal lavoro prezioso e competente che l’Università di Palermo e il Centro di Studi Filologici e Linguistici hanno svolto in questi anni grazie all’impegno del professore Giovanni Ruffino”. Lo afferma Nicola D’Agostino, capogruppo di Sicilia Futura all’Assemblea regionale siciliana.

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