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” Se chiudi ti compro” : Stefano Imbruglia tra gli autori di un libro su aziende rigenerate

L’impresa rigenerata (workers buyout) uno strumento di politica attiva del lavoro, più costruttivo di un ammortizzatore sociale e più solido di tante startup.

Milano, XXX – 154,3 miliardi di euro è quanto l’Italia ha speso, tra il 2008 e il 2014, in ammortizzatori sociali (cassa integrazione, prepensionamenti, sussidi di disoccupazione ecc.) per sostenere le persone che si trovavano in difficoltà per problemi legati al lavoro. Una cifra enorme non lontana dall’intero gettito annuale dell’Irpef, ossia dalle tasse che paghiamo sui nostri redditi.

Paola De Micheli, Stefano Imbruglia e Antonio Misiani con questo libro propongono un “vecchio” modello che prova a trasformare le politiche assistenziali in politiche di sviluppo, passando dalla spesa inefficiente agli investimenti. Il modello proposto è quello delle cosiddette imprese rigenerate dai lavoratori, ovvero cooperative nate dalla volontà di alcuni dipendenti di unirsi per mantenere viva l’azienda, ove esistano le condizioni di mercato.

Le esperienze delle aziende rigenerate, seppur non replicabili in tutte le situazioni, dimostrano di saper durare negli anni e di non essere dei fuochi di paglia. I casi raccontati mostrano come sia possibile, responsabilizzando gli attori, trovare soluzioni sostenibili economicamente. Un sistema che dà la possibilità di risparmiare risorse pubbliche, di preservare la vitalità dei territori, evitando che si inaridiscano, e di ridare dignità alle persone.

“Se chiudi ti compro” (Edizioni Guerini e Associati), attraverso il racconto di dieci casi che hanno portato alla nascita delle imprese rigenerate, è anche un viaggio nell’economia reale italiana che, evitando semplificazioni e stereotipi, ci mostra il funzionamento e la vita delle imprese.

Questo viaggio è anche un omaggio degli autori alla figura di Giovanni Marcora. Si deve a una sua intuizione la legge che ha introdotto e disciplinato il workers buyout nel nostro Paese. In trent’anni la legge Marcora si è dimostrata uno strumento efficace, capace di salvaguardare in modo virtuoso realtà significative del nostro settore manifatturiero.
“Il mondo in questi decenni è cambiato, bisogna adeguarsi al più presto ai nuovi scenari. Bisogna liberare l’energia e reagire come hanno fatto i lavoratori, dei quali raccontiamo le storie in questo libro, che si sono rimboccati le maniche e sono ripartiti. Lavoratori che hanno cambiato modello e punto di vista, riesumando una parola antica: cooperativa” – affermano gli autori – “In un mondo che esalta l’individualismo, la scelta di unire le proprie forze, i propri soldi, prendersi dei rischi e di fare gruppo dei lavoratori intervistati ha oggi un sapore rivoluzionario.”

Dieci i casi di aziende rigenerate negli anni di crisi raccontati nel libro: Zanardi, Cartiera Pirinoli, Fenix Pharma, Greslab, Industria Plastica Toscana, Lincoop, Lineaquattro, Raviplast, Scalvenzi, Tecnos.
Racconti ai quali si aggiungono quelli che portarono alla nascita del fenomeno in Italia qualche decennio fa. Nel 1976 tutti i dipendenti de Il Telegrafo, quotidiano storico della città di Livorno, furono licenziati. Giornalisti e tipografi reagirono e occuparono il giornale. In pochi giorni fondarono una cooperativa, che negli anni si trasformò in quello che ancora oggi conosciamo come il quotidiano Il Tirreno. Fu questa la prima impresa rigenerata. Successivamente, a ridosso degli anni ottanta, a seguito di una crisi societaria della Richard Ginori, si verificarono situazioni che ispirarono l’allora Ministro dell’Industria Giovanni Marcora nella stesura della proposta di legge.

Dai casi raccontati emerge un Paese che non si rassegna ed è vivo. Persone che provano a cambiare il corso delle cose. Uomini e donne che credono in quello che fanno e decidono di scommettere sul proprio futuro e su quello dei loro figli. Un’Italia viva ma che, in molti casi, si trova di fronte a problemi che non possono essere risolti se non vi è un aiuto da parte delle strutture pubbliche e del sistema creditizio. Il merito di questa legge è proprio quello di fornire l’aiuto che è essenziale per fare riprendere l’attività produttiva a un’impresa nella quale sono però presenti le energie e le capacità umane che la crisi o i precedenti errori avevano soffocato
dalla prefazione di Romano Prodi

P. De Micheli, S. Imbruglia, A. Misiani, Se chiudi ti compro. Le imprese rigenerate dai lavoratori, prefazione di Romano Prodi, pp. 255, euro 18,50, ISBN 9788862507004, Guerini e Associati, 2017, Milano.
Paola De Micheli, di Piacenza, 43 anni, manager dell’agroalimentare, sposata, un figlio, laureata in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano. Dal 2014 è Sottosegretario all’Economia. È stata responsabile nazionale delle Piccole e Medie Imprese del Pd e assessore al Comune di Piacenza.
Stefano Imbruglia, giornalista, ha ideato e curato, dal 2008 al 2014, una rubrica, in onda su Radio Radicale, sui temi dell’economia reale e della piccola e media impresa, realizzando circa mille interviste a imprenditori e manager.
Antonio Misiani, 48 anni, bergamasco, laureato in economia politica alla Bocconi, è deputato del Partito Democratico e fa parte della Commissione bilancio della Camera. In Parlamento si occupa di politica economica e finanza pubblica. È membro della presidenza dell’associazione Legautonomie.
Edizioni Angelo Guerini e Associati è una Casa Editrice indipendente specializzata in saggistica fondata a Milano nel 1987. Ad oggi sono stati editati oltre tremila titoli su temi quali la ricerca scientifica, il dibattito politico e culturale, l’evoluzione della didattica universitaria, lo sviluppo professionale.

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