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Santa Marina : l’opposizione chiede chiarimenti sul campo boe che non si vede

campo boe salina

Comunicato

C’è il campo boe che dovrebbe sorgere in località Pozzo d’Agnello, nel Comune di Santa Marina Salina, al centro della nuova interrogazione presentata nella mattinata del 24 agosto dal Gruppo Consiliare di minoranza “Per Santa Marina”.
I Consiglieri Domenico Giuffrè, Mariagiulia Romagnolo e Giuseppe Capasso hanno chiesto chiarimenti all’Amministrazione circa una vicenda che ha avuto inizio nel giugno del 2010. Fu allora che il Comune di Santa Marina Salina avviò l’iter per l’ottenimento della concessione di uno specchio acqueo dove realizzare un campo boe di 40.000 mq complessivi da destinare ad uso pubblico e dove garantire ai natanti l’ormeggio a titolo gratuito.
Il progetto prevede la divisione dello spazio in concessione in due aree all’interno delle quali è prevista la collocazione di 99 boe a doppio cono ancorate al fondale tramite catene ed ancore stealth. Il campo boe in esercizio dovrebbe poter ospitare circa un’ottantina di imbarcazioni di diverse dimensioni.

“Nel giugno 2016 – spiegano i Consiglieri del Gruppo di Minoranza Consiliare – il Comune ha ottenuto dal Demanio Marittimo la concessione richiesta e si è impegnato al pagamento di un canone complessivo di 25 mila euro a titolo ricognitorio per tutta la durata della concessione, che ha validità fino al 31 dicembre del 2020. Nel mese di ottobre 2016 poi, a conclusione di una procedura di gara aperta, il Comune aggiudicava ad un’impresa privata la realizzazione e la gestione del campo boe per un importo complessivo di 30 mila euro annui per l’intero periodo di validità della concessione rilasciata al Comune dal Demanio Marittimo. L’impresa aggiudicataria – spiegano i Consiglieri – dovrà installare il campo boe con un investimento quantificato nel capitolato speciale d’appalto in 250,000 euro: un impegno economico che sommato agli importi da riconoscere al Comune per i 4 anni di gestione appare per il privato oneroso e non facilmente ammortizzabile, considerando che andrà garantita la gratuità dell’ormeggio”.
Va sottolineato, per chiarezza, come il canone ricognitorio, che nel caso del Comune di Santa Marina Salina è stato fissato all’importo minimo previsto dalla Legge, rappresenti una somma dovuta dal concessionario a titolo di mero riconoscimento del diritto di proprietà in capo al concedente. La giurisprudenza ha inoltre chiarito che tale tipologia di canone è applicabile solo alle concessioni nelle quali il concessionario non ritrae dai beni demaniali alcun lucro o provento ( Cass. Civ., sez. I, 27.02.2014 N.4766 ).

Oltre agli aspetti di natura economica non possono inoltre non considerarsi quelli relativi alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino, in un’area che subisce già un forte impatto ambientale tanto per la presenza del limitrofo porto turistico quanto per il costante e continuo passaggio ed ormeggio di numerosi natanti da diporto. Lo spazio oggetto della concessione rientra, ad esempio, nella “ZPS – ITA 030044- arcipelago Delle Eolie- area marina e terrestre, regione biogeografica mediterranea” e nel SIC – ITA 030041 – fondali dell’isola di Salina. Sul fondale dove dovrebbero essere posizionate le ancore, inoltre, come evidenziato dalle carte tematiche del Piano di gestione “Isole Eolie- sito Natura 2000-, è stata segnalata la presenza di banchi di posidonia.

“Fermo restando che nessuna boa risulti tuttora installata nello specchio acqueo antistante Pozzo d’Agnello – continuano i Consiglieri del Gruppo di Minoranza Consiliare – nonostante la gara di affidamento sia stata espletata, come detto, a fine 2016, si è ritenuto doveroso richiedere all’Amministrazione alcuni chiarimenti. Come si conciliano ad esempio il dettato della concessione demaniale, che destina il campo ad uso pubblico e garantisce l’ormeggio a titolo gratuito, l’imposizione di un canone ricognitorio e l’affidamento da parte del Comune di un appalto dal quale lo stesso produrrebbe introiti? ( n.d.r. 30.000 euro annui fino al 31.12.2020 ).

A ciò va aggiunto – concludono Giuffrè, Romagnolo e Capasso– come attualmente, a fronte di un sostanziale nulla di fatto rappresentato durante l’ultima campagna elettorale come una grande conquista di questa Amministrazione, il Comune abbia già investito sul campo boe un bel po’ di denaro pubblico: basta ricordare che per il solo mantenimento della concessione, tra l’anno scorso e quest’anno, sono già stati spesi, praticamente a vuoto, 10 mila euro”.

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