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Sanità, Picciolo a Renzi: autonomia per la Sicilia

Lettera dell’on. Beppe Picciolo al presidente del Consiglio Matteo Renzi

Caro Presidente Renzi,

l'on. Picciolo

l’on. Picciolo

affido queste poche righe al mio presidente onorario on. Totò Cardinale, che si è reso disponibile a fartele avere di persona, per tentare di spiegare quanto potrebbe accadere in Sicilia nei prossimi mesi nel settore della sanità regionale con conseguenze davvero difficilmente spiegabili ai nostri ignari cittadini.

Premesso che da medico impegnato in politica ed in commissione parlamentare regionale Sanità da quasi 9 anni conosco la storia recente del settore specifico in Sicilia. Conosco il disastro economico e gestionale da cui venivamo, gli oltre 300 milioni annui di mobilità passiva che pagavano alle regioni del Nord, i tripli primariati e doppioni di reparti pressoché inutili ed improduttivi. Per fare solo alcuni esempi del disastro ereditato. Oggi tutto ciò è un lontano ricordo! Grazie al prezioso lavoro di Assessori Regionali del calibro del dott. Massimo Russo, della Dr.ssa Lucia Borsellino e dell’attuale Assessore On. Baldo Gucciardi , peraltro esponente di punta del PD regionale.

Dopo le doverose premesse andiamo al nocciolo del problema : da due anni i conti della sanità regionale, nonostante permangano parecchie criticità certamente rimediabili, sono in attivo di oltre 200 milioni di euro per il comparto specifico. La mobilità passiva piu’ che dimezzata, l’offerta sanitaria strategica razionalizzata al meglio. Interverrebbe adesso “ope legis” il DM 70 ( Balduzzi/ oggi Lorenzin) che impone alla Sicilia un ulteriore e drastica riconversione della organizzazione sanitaria che costringerà l’Assessore in carica, che ovviamente ha l’obbligo di applicare una legge dello Stato prima o poi, ad intervenire in danno di un territorio che iniziava a vedere i risultati di un “piano di rientro” ministeriale adottato in modo quasi esemplare, nella speranza poi di proiettarsi verso la riqualificazione della offerta sanitaria, con fondi di esclusiva pertinenza regionale, ricorrendo al miglioramento strutturale degli ospedali e/o dei poliambulatori, alle assunzioni di tutto il personale, medico e non, necessario per rendere funzionale il sistema sanitario, migliorandolo ed “aggredendo” anche gli ulteriori 120 milioni di mobilità passiva rimasti a vantaggio delle Aziende Sanitarie del Nord.

Aziende talune che avevano aperto, peraltro, costosissime sedi periferiche in Sicilia e che oggi sono, quasi tutte, validamente in mano alla Regione e producono ottime prestazioni sanitarie senza ulteriori oneri per le nostre tasche . Questo il quadro tecnico politico, in estrema sintesi, in cui ci muoviamo. Tutto perfetto dunque? No, mai assolutamente perfettibile! Ma l’applicazione del DM 70, nonostante la estenuante trattativa tra Regione e Ministero della Salute e MEF durata quasi un anno, provocherà una immediata, ingiustificata ed ingiustificabile mortificazione di parecchie porzioni del territorio regionale, una nuova rivisitazione delle piante organiche aziendali appena approvate dalle singole Aziende sanitarie ancora al ribasso, la chiusura di parecchi reparti che non sono più solo doppioni ma rappresentavano presidi che erogavano, gran parte, buona sanità sul territorio. Esempi a decine, neanche a farli!

Noi non vogliamo e non chiediamo leggi speciali o deroghe particolari! Non sarebbe corretto e neanche dignitoso! Noi chiediamo il diritto alla autodeterminazione di una Regione, peraltro ad oggi ancora a Statuto Speciale, che ad invarianza di spesa, senza un euro di costi aggiuntivi per il tuo Governo, vorrebbe completare una riforma sanitaria che ha dato ottimi ed indiscutibili risultati. Il Balduzzi avrà la sua ragion d’essere in Emilia od in Lombardia, regioni pilota nel mondo sanitario da anni, che hanno una struttura già organizzata sul territorio, il supporto della sanità privata a pagamento, una ricchezza intrinseca della popolazione media, un sistema di collegamento viario pressoché perfetto, con tempi certi di pronto soccorso per i pazienti e con comunità tutte su un territorio senza difficoltà di logistiche di comunicazione .

Da noi ancora non è così ! Forse non lo sarà mai! Ma ci vorremo lavorare perché si potesse realizzare gradatamente . Creare il panico mediatico, far mettere in croce l’Assessore regionale, reo di dover applicare una legge dello stato, pensare poi di voler interloquire con le stesse popolazioni cui hai strappato il pronto soccorso, anche se funzionante al 70%, od il reparto di eccellenza o di riferimento che non è compatibile con la declinazione analitica del Balduzzi, sarà davvero un dramma per noi tutti. Creiamo prima un sistema infrastrutturale efficiente, un sistema sanitario alternativo capillare che giunga nelle periferie come nei grandi centri, dotiamo il Sistema del servizio di elisoccorso h24 a tutto il territorio o di una rete di PTE perfettamente funzionante h24 e poi potremo discutere di ulteriori ridimensionamenti .

Oggi questo non c’è e non ci potrà essere prima di un quinquennio! Ad essere generosi! Spiegalo ai tuoi ministri della Salute e del MEF che le riforme e le leggi ( che neanche nello specifico sono frutto del tuo lavoro ) si costruiscono a misura di un paese e non penalizzando i più deboli a favore dei soliti noti! Spiega al Ministro che il consenso si fonda sul dialogo e la conoscenza e che il fatto che gli uomini del suo stesso partito sul territorio debbano e dovranno formalmente prendere le distanze dalle sue scelte (e sia chiaro solo sue scelte e non della Regione o dell’Assessore di turno) non gioverà né a lei ne’ purtroppo al Governo!

Vorrei dirti che tanto stai facendo per questa Nazione e per il nostro Sud e tanto potrai fare ancora! Ma su temi quali la salute e la sicurezza dei cittadini non potrai fare sconti a nessuno ! Ti prego pertanto di voler valutare con i tuoi tecnici meglio la portata di questo DM 70 in Sicilia e di consentirci, senza oneri aggiuntivi a carico del Governo , di completare e migliorare la nostra idea di riforma sanitaria per poi poterla allineare nel tempo necessario a quella voluta dal Balduzzi. Quando le infrastrutture territoriali saranno ultimate noi saremo certamente pronti ad uniformarci alla norma nazionale. Lo desideriamo pure! Oggi sarebbe davvero impossibile . Grazie per la tua attenzione e perdonami lo sfogo!

On. Beppe Picciolo Capo Gruppo di Sicilia Futura ARS Palermo l

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