Rosa : Caolino e altre zone da tutelare

di Giovanni Rosa

giovannimelarosaNei tempi andati si era soliti , con amici ormai deceduti, una o due volte all’anno, fare il tragitto cave di caolino-S. Calogero con sosta al bagno secco per una preghiera ai caduti sul lavoro e pulizia del luogo lasciato in abbandono e degrado.

Lungo il tragitto si incontravano carrettieri che cercavano di mantenere carrozzabile la strada e da cui si riceveva l’invito ad assaggiare il loro vino d’annata.

Nelle ultime gite venne notato che all’inizio della stradina di accesso alle cave erano stati eretti enormi muri a confine privato di contro al lato opposto, privo di idonee protezioni al pericoloso precipizio.

Rimaneva pur sempre il piacere di ammirare all’alba il mirabile e unico gioco di luci dei multiformi colori delle rocce, un immenso valore definito “dell’umanità”.
Oggi risulta che quell’area sia passata di mano e l’accesso sbarrato. ( non lo è più dopo la “grandissima” battaglia di alcuni consiglieri comunali p.p.)

Non risulta che sia il primo caso, poiché in mancanza di precise disposizioni di salvaguardia degli organi deputati alla tutela , (distratti da “altre” ….incombenze.) ,succede che nelle isole valori di tutti siano sfruttati da privati.

Sembra comunque che “per gentile concessione” i giovani liparoti e i turisti potranno ancora fruire di una minima parte del bene perduto. ( minima ? E chi lo dice ? p.p.)

Cogliamo l’occasione per suggerire a chi di competenza la salvaguardia del “bagno secco” e dell’area romana e micenea di S. Calogero per evitare pianti sul “latte versato”

 

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