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Rifiuti, Commissione inchiesta : ” Sicilia sotto assedio anche degli interessi criminali “

(AGI) – Palermo, 14 nov. – Sicilia pessima in tema di rifiuti, sempre piu’ al collasso e sotto assedio anche degli interessi criminali. La nuova bocciatura arriva da Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti, intervenuto a Palermo, a un convegno. “La Sicilia e’ in coda alla classifica nella gestione dei rifiuti, fa peggio pure della Calabria – afferma – e, anche se non lo e’ in modo formale, si trova in una fase pre-emergenziale, se non addirittura emergenziale. E’ un fatto che da diversi anni si trovi in una situazione di straordinarieta’ che ha favorito i fenomeni criminali, in un contesto in cui la mafia e’ pronta sempre a fare affari laddove circoli parecchio denaro, come nel caso di rifiuti. Cio’ ha sviluppato una serie di problemi e distorsioni che non sarebbe difficile risolvere se ci si adeguasse, a esempio, a quanto fatto da regioni piu’ virtuose, adattandolo alla realta’ siciliana”.

Perche’ non si fa? “Magari c’e’ l’interesse a lasciare le cose cosi’ come sono”, e’ la risposta. Il rapporto della commissione sul caso Sicilia punta il dito sul “principale degli ostacoli” che rendono complicato individuare e adottare una soluzione: il radicamento di un “sistema di illegalita’ diffuso”. Permeabilita’ e inefficienza sono i mali del sistema di cui sarebbero in buona parte causa, sottolinea il dossier, “l’affidamento all’imprenditoria privata” e l’inefficacia degli interventi del governo Crocetta che in molti casi “non hanno raggiunto i risultati previsti. Anche l’attuale idea di portare i rifiuti fuori dall’Isola e’ la prova piu’ lampante della crisi del sistema”, come dimostra il fatto che “molti territori sono invasi dal pattume”.

Critiche vengono da piu’ parti e il presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando parla di “riedizione in chiave regionale del sistema palermitano cianciminiano del potere politico, affaristico e mafioso degli anni 80”. Insomma, rincara la dose il sindaco di Palermo, “un sistema criminogeno che si fonda sugli abnormi privilegi riconosciuti alle discariche private, sull’inadeguatezza del piano regionale e sulla confusione gestionale e normativa”.

Mentre Gea Schiro’, deputata del Partito democratico, sottolinea che il rapporto della commissione “dovrebbe segnare un punto di non ritorno delle politiche di indirizzo regionali e le loro applicazioni comunali. Piu’ di un anno di lavoro della Commissione ricostruisce analiticamente e cronologicamente le complicita’ e le omissioni della politica e dell’imprenditoria. Nonche’ al ruolo di supplenza che Prefetti e Magistratura hanno dovuto svolgere amministrando emergenze che sono diventate gestione ordinaria”. (AGI)
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