Programmazione finanziaria : Sidoti ancora sulle indicazioni della Corte dei Conti

di Angelo Sidoti

sidoti-minDal contenuto della delibera della Corte dei Conti possiamo rilevare il metodo con cui viene gestito il nostro Comune nonché le criticità che emergono dalle valutazioni effettuate dai giudici contabili.

Da anni leggo gli atti deliberativi dell’ente e delle società da esso partecipate e, purtroppo, non rilevo miglioramenti significativianzi molte volte i rilievi sono sempre ripetitivi.

L’aspetto organizzativo di un Ente, privato o pubblico, risulta oggi essere l’aspetto più strategico da gestire. Da esso discendono ruoli, responsabilità e analisi dei processi interni di efficienza nella programmazione e quindi elevata possibilità di raggiungere risultati positivi.

Fatta questa breve premessa, continuiamo ad analizzare il contenuto della deliberazione della Corte dei Conti al rendiconto del 2014 emessa in data 15/11/2016.

I prossimi 3 punti li riunisco in unico commento, essendo gli stessi di carattere tecnico, e, mi limiterò a richiamare esclusivamente i titoli e le motivazioni del giudice contabile.

Ecco i prossimi 3 motivi:

 

–       Il saldo negativo di parte del capitale;

Rilievo: “L’ente deve comunque impegnarsi per assicurare il rispetto degli equilibri di bilancio”.

Ci sono due precisazioni su questo punto molto importanti:

1)    Il richiamo all’art.81 della Costituzione dove l’amministrazione pubblica viene invitata a rispettare questo articolo (“Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico”).

2)    Viene precisato che le deduzioni rappresentate dall’Ente “non sono peraltro accompagnate da idonea documentazione”… Questa carenza risulta essere più sostanziale;

 

–       In merito ai flussi di cassa si rileva un fondo cassa finale quasi interamente vincolato;

Rilievo: “Una più attenta programmazione finanziaria e una più elevata percentuale di riscossione delle entrate avrebbero poi permesso maggiore disponibilità per effettuate spese assistite da finanziamenti con vincolo di destinazione, cosi da non incorrere nei limiti imposti dal patto di stabilità”.

Anche in questo punto ci sono alcune riflessioni da fare:

1)    Una più attenta programmazione finanziaria …. Questa precisazione fa emergere la presenza di elementi che possono/devono essere migliorati;

2)    Elevare la percentuale di riscossione delle Entrate …. Su questo tema sappiamo che l’Ente è in forte ritardo (Es. Idrico e continuo ricorso ad anticipazioni). Ricordo una delibera di qualche anno fa dove veniva fissato un parametro per l’incremento delle entrate nella misura dell’1%. Di sicuro bisogna alzare l’asticina del volume delle riscossioni.

 

–       Vi è una significativa divergenza tra entrate e spese aventi carattere non ripetitivo (presenza di oneri straordinari)

Rilievo: “L’attenta programmazione finanziaria e una più elevata percentuale di riscossione avrebbero consentito di evitare tale criticità”.

 

Insomma ci viene indicato cosa fare per smarcare queste criticità ma non si riesce a venire fuori da questa situazione. Per quale motivo!!!!!!?

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