img5263 novembre 2007

L’incidente della “Gigliola M”

Quattro marittimi feriti, uno dei quali in maniera grave e lievi contusioni per i passeggeri e per l’equipaggio dell’aliscafo “Gigliola M” finito, nel tardo pomeriggio del 3 novembre 2007, incredibilmente, in una scogliera nelle vicinanze del laghetto di Lingua.

Il mezzo era partito intorno alle 18,00 da Santa Marina con destinazione Rinella con quattro pendolari a bordo. Una decina di minuti più tardi, superato il laghetto di Lingua e la località Grottazze, il mezzo, un nuovissimo aliscafo di ultima generazione, al comando dell’esperto Nunzio Stornante, si ritrovava improvvisamente sulla scogliera prospiciente la spiaggia del Brigantino. L’aliscafo ci arrivava a velocità e sulle ali, spezzandole una e piegando l’altra, per il conseguente tremendo “atterraggio” sugli scogli. A bordo tra le urla dei passeggeri increduli e dell’equipaggio sballottato dall’urto, si avvertivano anche momenti di panico, fino a quando il comandante, dopo aver superato lo stato di shock iniziale, non lanciava l’allarme.

Immediatamente su disposizione del comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo a Capitaneria di porto di Lipari partivano alla volta della località del sinistro, un gommone e una motovedetta per portare i primi soccorsi. Il marinaio Domenico Burrascano, gravemente ferito al capo e sanguinante veniva visitato dal medico di guardia che ne consigliava l’immediato trasferimento in elicottero a Messina. Gli altri tre dell’equipaggio, invece, venivano trasbordati sui mezzi della Guardia Costiera e trasportati a Lipari per il trasferimento in ambulanza al Pronto Soccorso dell’Ospedale civile.

Il processo a carico del comandante si concluse con un patteggiamento, avanzato dal comandante Nunzio Stornante, 48 anni, di Messina che ha avuto applicata la pena di 1 anno, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, col beneficio della sospensione condizionale.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, che all’epoca si sono avvalsi di un consulente tecnico, Nunzio Stornante al comando dell’aliscafo “Gigliola M” in navigazione dal porto di Santa Marina Salina al porto di Rinella, «ometteva di esplorare a lunga portata la zona di navigazione per mezzo del radar di bordo, nonché del sistema automatico di allarme di rischio, ciò al fine di ottenere quanto prima indicazioni sul rischio di abbordaggio o di altri pericoli per la navigazione».

Gli inquirenti stabilirono che il comandante del mezzo navale, tra i più moderni della flotta, «seppur navigando in orario notturno ometteva di procedere a velocità di sicurezza in modo da poter agire in maniera appropriata ad efficiente per evitare pericoli ed arrestare l’imbarcazione entro distanza adeguata alle condizioni del momento». I comportamenti assunti durante la navigazione provocavano di fatto il naufragio del natante che si incagliava su alcuni scogli semi sommersi e il ferimento di ben sette persone a bordo.

Ingenti i danni riportati dall’aliscafo, che subì nell’impatto lo schiacciamento della prua e l’apertura di due squarci in corrispondenza delle ali di prora; mentre le ali di poppa rimasero incastrate tra gli scogli. Sempre nella zona di prua, all’interno della cabina passeggeri, furono divelte intere file di sedili. In frantumi i vetri dei finestrini e danni generalizzati alla carena dello scafo.

 

Giuseppe La Greca