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Per non dimenticare

Le morti di un anno fa a bordo del Sansovino. Alle 14,00 minuto di silenzio; alle 15,30 , a Milazzo, a bordo del Veronese, messa in suffragio

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Gaetano D'Ambra deceduto a soli 27 anni

Gaetano D’Ambra deceduto a soli 27 anni

da palermo.repubblica.it

“Arresto cardio-respiratorio per edema polmonare acuto ed insufficienza respiratoria, nonché danno ipossico cerebrale da inalazione di acido solfidrico”, è il resoconto scientifico delle cause della morte un anno fa dei tre marittimi della Sansovino. I tre che nel novembre dell’anno scorso entrarono nello spazio 6 della sentina della nave della Caronte&Tourist inalarono acido solfidrico, ebbero convulsioni respiratorie e morirono, per questo e per nessun’altra complicazione. Così è stato messo nero su bianco dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo e il tossicologo forense Guido Romano. Il risultato dell’esame sui corpi è stato finalmente depositato ed accerta che “esiste causalità per inalazione delle sostanze tossiche esogene suddette e il decesso” di tutti e tre i marittimi. A perdere la vita sulla Sansovino, esattamente un anno fa, il primo ufficiale Cristian Micalizzi a 38 anni (di Messina), il secondo ufficiale Gaetano D’Ambra, a 29 anni (di Lipari), il motorista Santo Parisi a 51 (di Terrasini).

E mentre l’esame autoptico ha certificato le cause, il perito della procura, Salvatore Gianino, ha riavvolto il nastro di quel 29 novembre 2016.
Sono morti sul lavoro mentre ripulivano la stiva della nave senza misure di sicurezza, senza seguire le procedure previste, senza maschere e con soccorsi immediati improvvisati alla meno peggio: “che ha comportato gravi ritardi nei soccorsi” questo ha scritto il perito della procura Salvatore Gianino. Individuando le responsabilità, secondo Gianino, dalla stessa compagnia di navigazione Caronte&Tourist Isole minori, dal Comandante della Sansovino, Salvatore Virzì, dal direttore di macchina, Fortunato De Falco. E ancora, dall’amministratore delegato della Caronte&Tourist Isole minori, Luigi Genghi, dal Dpa (Designated person ashore) della società di gestione Seastar shipping navigation, Giosuè Agrillo che dalla Compagnia di navigazione aveva avuto la gestione dei sistemi di sicurezza, e dall’ispettore tecnico della Caronte&Tourist Isole minori, Domenico Cicciò.

Il nastro del giorno della tragedia torna indietro alle 13.10, quando iniziano i lavori di manutenzione nel garage, in quel momento affollato da un via vai di gente di marittimi. Alle 13.57 vengono allentati per la prima volta i bulloni della cassa stagna dello spazio numero 6 che inizieranno a rilasciare il gas letale all’interno di un luogo chiuso e stretto mentre gli uomini della Sansovino marittimi non indossano nessuna protezione individuale. Alle 14.29 verranno allentati una seconda volta, nel frattempo il liquido si sparge nello spazio numero 6 iniziando ad intossicare l’ambiente. “Liquido maleodorante assieme a schiuma di colore bianco: odore assimilabile e foamite utilizzato per le esercitazioni antincendio”, così lo descrive nella testimonianza resa, Ferdinando Puccio l’unico sopravvissuto tra quelli all’interno dello spazio 6. Sono le testimonianze ma anche i video della telecamera della nave che documentano gli ultimi attimi di vita dei tre marittimi, il via vai di molti marittimi di vario grado, prima che si accorgano dell’emergenza, a riprova del fatto che i tre non scesero autonomamente a pulire la sentina. Anzi, secondo quanto riporta il perito della procura di Messina, dopo aver sentito testimonianze
e visualizzato video e documenti, il comando specifico di pulire la sentina fu impartito.

I primi soccorsi sono confusi, con braghe improvvisate: sono quindi inefficaci. I soccorsi di 118 e Vigili del fuoco arrivano alle 15, le operazioni terminano alle 15.30. Micalizzi, D’Ambra e Parisi sono morti. Si attende a questo punto la conclusione delle indagini, che sono state coordinate dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci, con le relative richieste della procura.

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