Pavone: ecco come cambia la scuola

Riceviamo da Bartolo Pavone e pubblichiamo:

Come ebbi a dire qualche settimana fa’, la nostra scuola italiana sarà riformata in tutta la sua pienezza. Il risultato di tutto questo sarà la carta di accesso da parte della società per vedere quello che la scuola fa, quanta porta di contributo, e per capire, laddove necessario, dove migliorare e potenziare. L’autovalutazione darà trasparenza ed efficacia alla missione educativa delle scuole. Ma come funzionerà?

Attraverso una piattaforma online, il gruppo incaricato dal dirigente scolastico (pare che saranno esclusi i falsi devoti di San Matteo, il santo con due facce, previa tiratina d’orecchie ai dirigenti sprovveduti e privi d’intuito) potrà da marzo compilare una sorta di questionario su tutte le attività della scuola di riferimento: la raccolta complessiva dei dati avverrà poi a luglio. Il rapporto sarà composto di diverse parti, che riguardano argomenti diversi, e ciascuna parte a sua volta sarà divisa in domande specifiche, domande aperte, e indicatori, che permetteranno alle scuole di confrontarsi con la situazione generale. Si parte dagli studenti, considerando quindi le loro performance nelle prove Invalsi, i trasferimenti e gli abbandoni, le provenienze socio-economiche, la presenza e incidenza d’immigrati ma anche le competenze chiavi di cittadinanza, e persino il percorso che gli studenti intraprenderanno in futuro, come la prosecuzione degli studi universitari o l’inserimento nel mondo del lavoro. Un altro aspetto cruciale esaminato è quello delle risorse economiche e materiali dell’istituto, senza trascurare i finanziamenti che l’istituzione riceve, e lo stato dell’edificio in cui si fa scuola.

Al centro del rapporto c’è naturalmente la parte dedicata alla progettazione didattica, con un occhio particolare alla capacità della scuola di individuare gli obiettivi e le abilità/competenze da raggiungere attraverso i progetti di ampliamento dell’offerta formativa. Un altro punto forte delle richieste che sono rivolte ai rappresentanti delle scuole è quello che riguarda l’ambiente di apprendimento, con domande specifiche sulla durata delle lezioni, l’organizzazione oraria, le attività didattiche, ma anche gli episodi problematici e il clima scolastico, e anche la capacità delle lezioni di includere anche gli studenti svantaggiati o problematici. L’ultimo interlocutore chiamato in casa sono le famiglie: per cui la scuola è chiamata a rispondere anche della sua capacità di permettere ai genitori di partecipare alle attività scolastiche. Alla fine della compilazione del rapporto, ogni gruppo di lavoro potrà indicare le sue priorità e i suoi obiettivi. Accanto a ogni domanda sono presenti degli indicatori, che permettono anche alle scuole di valutare qual è la propria posizione rispetto alla media.

Ins. Bartolo Pavone

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