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Ordine architetti: convegno su rischio idrogeologico

Il 6 dicembre, alla Camera di Commercio, in un salone della Borsa colmo in ogni ordine di posti, si è svolto, organizzato dagli Ordini degli Architetti, degli Ingegneri, dei Geologi e degli Agronomi, il Convegno dal titolo: ”Il rischio idrogeologico e sismico: salvaguardia, gestione e recupero del territorio”.
L’evento ha visto la partecipazione di esperti geologi, docenti universitari, come Giuseppe Fera e Marco Mannino, e ricercatori dell’INGV.
Dopo i saluti dei rappresentanti degli Ordini, Giovanni Lazzari, Luciano Taranto, Giuseppe Collura, Felice Genovese, si è dato il via alle due sessioni di lavoro dal titolo “Gestione e salvaguardia” e “Processi di recupero e resilienza”. Entrambe concluse da un intervento dell’ing. Capo del Genio Civile Leonardo Santoro.
“Nella politica professionale – ha detto il Presidente dell’Ordine degli Architetti Lazzari – quello della sicurezza del territorio è uno dei temi più importanti. Gli architetti messinesi, in rete con le altre professioni tecniche, hanno il dovere di dare un contributo fattivo per l’area in cui vivono ed operano e devono, però, essere ascoltati dalla politica e dagli amministratori, con l’obiettivo di creare le giuste sinergie utili a portare, nel medio termine, alla mitigazione del rischio sismico“.

Ciò sta avvenendo col Genio Civile. L’organizzazione dell’evento è, infatti, frutto di un programmato lavoro fra gli Ordini professionali tecnici e l’ufficio coordinato dall’ing. Santoro, avviato alcuni mesi fa, che ha visto un’intensa attività di confronto e collaborazione sui punti caldi della sicurezza del territorio della Città Metropolitana di Messina, al fine di coordinare un’efficace azione di sensibilizzazione per una progettazione virtuosa.

Al di là dell’importanza dell’evento, con una rete di professioni tecniche unite nel perseguire obiettivi vitali per la popolazione, quali la tutela del territorio, la partecipazione al convegno ha dato diritto a sei crediti, utilissimi a poco più di 20 giorni dallo scadere del triennio formativo.

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