M5S primo partito, centrodestra prima coalizione ma non hanno maggioranza per governare

( da repubblica.it) È il Movimento 5 stelle il vincitore indiscusso delle elezioni politiche 2018 con il 31% dei voti, mentre il centrodestra conquista la posizione di prima coalizione con il 37%. Il verdetto che viene fuori dallo spoglio dei seggi è netto: trionfa il Movimento 5 stelle, ma festeggia anche la Lega, che supera il 17,6% e sorpassa Forza Italia, ferma intorno al 15%. Grande sconfitto è il Partito Democratico, che si attesta intorno al 20%: con queste cifre, non gli basterebbe neanche una ‘larga intesa’ con Fi per poter dare vita a una maggioranza. A votare, al contrario di quanto si temeva alla vigilia, sono stati in tanti: l’affluenza  definitiva è stata del 73% contro il 75,27% del 2013, quando però si è votato in due giornate.

( Per quanto riguarda l’affluenza alle urne nelle Eolie , alle 23,00 , di ieri per la Camera : Lipari 57,49 %; Malfa 59,18; Leni 64,73 ; S.M Salina 60,22 %)

( da corriere.it) I Cinquestelle esultano, il centrodestra si proclama vincitore, il Partito Democratico si prepara a una legislatura di opposizione. Intenzioni e interpretazioni dopo una lunga notte elettorale; ma adesso, che cosa succede? Succede che i numeri dicono chiaramente che un governo non c’è. Nessuna delle forze politiche in campo ha raggiunto la soglia del 40 per cento considerata il traguardo per una maggioranza assoluta alle Camere.

Alla Camera

A Montecitorio la soglia per la maggioranza assoluta è di 316 seggi. Secondo le proiezioni all’alba del lunedì, il Movimento 5 Stelle, il primo partito per distacco, ottiene 235 seggi. Insomma a Di Maio mancano 81 seggi per una autosufficienza governativa. Ne mancano 64 al centrodestra, che sommando le forze arriva a quota 252 seggi. Anche in questo caso, per governare servirebbe un “aiutino” dalle altre formazioni politiche. Difficile. Decisamente lontano dall’obiettivo il centrosinistra, che con la crisi del Pd si ferma a quota 115 seggi: un terribile -201 dalla maggioranza.

Al Senato

A Palazzo Madama la fatidica soglia che significa maggioranza assoluta è fissata a quota 158 seggi. Qualcuno la raggiunge? Decisamente no. Il Movimento 5 Stelle si ferma a quota 114 seggi, 44 in meno del dovuto. Arriva a 134 invece il centrodestra, che dovrebbe trovare 24 seggi per avere un sostegno al governo dalla Camera alta. Il Pd e il centrosinistra si fermano a quota 51 seggi, meno di un terzo del necessario.

La prima seduta

La prima seduta delle nuove Camere sarà il 23 marzo. Il primo giorno di scuola prevede, come sempre, l’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Due giorni dopo, il 25 marzo, è il termine ultimo per i parlamentari per comunicare il gruppo di appartenenza.

Le consultazioni

È alla fine del mese che si entra davvero nel vivo per la formazione di un eventuale (e al momento inesistente) nuovo governo. Perché tra più di tre settimane sono previste le consultazioni al Quirinale. Il classico appuntamento di galateo istituzionale (visto che la Costituzione non le prevede) con cui il presidente della Repubblica dà il via all’iter per la nascita del nuovo esecutivo.

 

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