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Lo Cascio: strada Caolino – Palmeto sarà trasformata in pista carrabile ?

Lipari – Interrogazione consiliare di Pietro Lo Cascio ( La Sinistra eoliana) al Sindaco su “interventi nella strada comunale cave di caolino-Palmeto”.

Gentile Signor Sindaco,

Pietro Lo Cascio ( La Sinistra)

Pietro Lo Cascio ( La Sinistra)

da alcuni giorni circola con insistenza la voce di un imminente intervento di “risistemazione”, su iniziativa privata e con mezzi meccanici, della strada comunale che collega la zona di Castellaro-Cave di caolino a quella sottostante del Palmeto.

Il tratto in questione è un percorso pedonale di grande valenza paesaggistica e ambientale, e per tale motivo figura tra i pochi sentieri dell’isola attualmente percorribili che vengono indicati nelle guide e nei siti web turistici; questo sentiero viene frequentato ogni anno da centinaia di gruppi e/o di singoli escursionisti; l’ipotesi di una sua “risistemazione”, ovvero di un suo ampliamento con l’ausilio di mezzi meccanici non troverebbe altra ragione all’infuori della sua trasformazione in una pista carrabile.

Con la presente interrogazione desidero conoscere se presso gli uffici del Comune di Lipari siano state presentate eventuali richieste in tal senso; nel caso che le stesse fossero già state formalizzate, desidero altresì conoscere: 1) se esiste un progetto, una perizia tecnica o altro tipo di documentazione a supporto di tale intervento, 2) dato che il movimento terra nell’ambito di aree SIC e ZPS è soggetto a valutazione di incidenza, se esistono le relative autorizzazioni previste dalla normativa ambientale, 3) per i motivi anzidetti, se esiste un nulla osta rilasciato dal locale ufficio del Corpo Forestale e 4) se esiste una perizia o un collaudo che ne autorizzi la trasformazione da strada pedonale a carrabile e il conseguente transito di automezzi.

Poiché nella zona non esistono aree agricole o altre attività produttive, sfugge lo scopo di un intervento del genere e dell’esigenza del transito carrabile in una zona che, oltretutto, ha subìto gravi danni ambientali a seguito del vasto incendio doloso scoppiato intorno alla metà di luglio.

Infatti, è evidente che all’inizio della prossima stagione – così come di quelle successive – i cacciatori NON potranno effettuare attività venatoria nella zona proprio perché la stessa è stata percorsa dal fuoco; la legge 353/2000 infatti stabilisce l’interdizione decennale delle pratiche venatorie sui terreni interessati da incendi.

A tale proposito, intendo conoscere quali iniziative sono state intraprese dagli uffici comunali competenti in merito all’ottemperanza delle disposizioni di legge, in particolare per quanto riguarda la perimetrazione della zona in questione nell’ambito del “Catasto delle aree percorse dal fuoco”.

RammentandoLe che una risposta mi è dovuta entro i trenta giorni successivi alla trasmissione della presente interrogazione, attendo fiducioso e porgo distinti saluti.

Pietro Lo Cascio

consigliere comunale de La Sinistra

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