L’Italia a Salina : l’isola del centrodestra , del Pd e del M5S

da Ilgiornale.it

Ventisei chilometri quadrati di territorio, 1125 votanti. Spaccati in tre alle ultime elezioni politiche

Emanuela Fontana

SALINA_1500-04-30-43-4354L’isola di Salina è il piccolo specchio dell’Italia in mezzo al mare. Alle elezioni del 4 marzo in un Comune ha ottenuto più preferenze la coalizione di Salvini, Berlusconi e Meloni, in un altro il Pd e nel terzo il Movimento guidato da Di Maio. L’ isola dell’arcipelago delle Eolie, provincia di Messina, è l’unica indipendente da Lipari delle sette sorelle. Vulcano, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi fanno infatti tutte capo al municipio liparota. Salina, invece, di Comuni ne ha ben tre, per una lunga storia che da oltre un secolo ha sancito una divisione amministrativa netta. A Santa Marina di Salina la coalizione che ha ottenuto più voti è stata quella di centrodestra, Malfa ha scelto il Pd e Leni i Cinque Stelle. Si può quindi dire che nell’isola verde dell’arcipelago eoliano non ha vinto davvero nessuno. Nonostante i tre Comuni di Salina stiano battagliando con Lipari per ottenere il nome sul marchio del Cappero Dop, hanno espresso in piccolo lo stallo dell’Italia. La Lega non è stata peraltro assente. Se è vero che Forza Italia ha fatto la parte del leone a Santa Marina, qualche voto degli eoliani è andato anche al partito di Salvini. Nel Comune dove la coalizione di centrodestra è risultata vittoriosa , a Forza Italia sono andati 400 voti alla Camera, alla Lega 19. I Cinque stelle hanno ottenuto un terzo dei voti della coalizione di centrodestra, ma nella stessa isola sono risultati invece vincitori a Leni. Al Pd è rimasta appunto solo Malfa “Molta gente che votava a sinistra si è messa a votare Cinque Stelle”, raccontano sull’isola. E’ difficile che un risultato possa essere inaspettato in un territorio circondato dal mare dove i votanti sono meno di duemila e si conoscono tutti, eppure così è stato anche per gli stessi sindaci. “Ho lasciato libertà assoluta, non ho fatto campagna elettorale”, chiarisce il primo cittadino di Santa Marina, Domenico Arabia. Tutto lasciava intendere che vincessero i Cinque stelle, che invece sono stati più votati a Leni, dove il sindaco è filo-centrosinistra. “Il fatto che esistano più Comuni non significa che non ci sia sviluppo turistico economico”, premette Arabia. Il senso di appartenenza dei tre paesi isolani e altissimo, e ognuno, dall’Unita d’Italia, viaggia per conto proprio, anche se nel 1867 il Comune unico era stato assegnato a Santa Marina Salina. “A mio parere”, prosegue Arabia, “l’esistenza di tre Comuni garantisce in realtà più democrazia. E non si dica che è uno sperpero di denaro pubblico. Sono in carica da meno di un anno e a tutti noi è stato abbassato lo stipendio dal 2015. Quello del sindaco è passato da 1300 a 900 euro netti, mentre ognuno dei miei assessori guadagna appena 90 euro”. Nonostante differenza di vedute su molti aspetti, e rivalità a partire dai cartelloni delle manifestazioni estive, i tre Comuni ora sparigliati come l’Italia fanno fronte unico da sempre contro Lipari. La “Guerra del cappero” è stata una contesa durissima la scorsa estate, e la polemica non è ancora esaurita. Tutto sta nell’etichetta di marchio Dop del cappero. E’ Eoliano o di Salina? L’isola verde ne rivendica la paternità, perché il cappero è sua gloria dall’Ottocento, come la Malvasia.

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