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Lina Paola Costa : riflessioni sul Cris M e sull’ospedale

Riceviamo da Lina Paola Costa e pubblichiamo:

Buon giorno direttore,

scrivo per mettere a parte di un dettaglio del caleidoscopio di eventi, che può essere di utile considerazione, essendo costernata dall’ennesimo incidente avvenuto a un aliscafo venerdì sera.

Ritengo che la prima cosa da appurare e che su questi aliscafi funzionino i radar, altrimenti non si naviga a vista al buio, da nessuna parte del mondo.

Questo senza nulla togliere alla considerazione della stanchezza dell’equipaggio, alle giuste cause per cui si sciopera e si chiedono orari di lavoro congrui, alternati a periodi di riposo, né al fatto che possano esserci cause esterne, che solo un’inchiesta potrà appurare.

Tuttavia, volevo segnalare che lunedì scorso ho viaggiato con mio congiunto (lo cito come testimone di ciò che vado a raccontare) con lo stesso aliscafo CRIS M, corsa elle 15.30 partita con venti minuti di ritardo da Milazzo.
Mentre facevamo i biglietti esibendo due carte di identità valide, alla mia domanda se c’era l’aria condizionata, l’operatore allo sportello abbozza un mezzo sorriso e tace.
Io riferisco che su Platone e soprattutto Eschilo, l’aria condizionata non funziona. _Proviamo ‘sto CRIS… La voglia di tornare a casa prevale.
Saliti a bordo, negli oltre venti minuti di attesa che ormai sono quasi un must, si iniziava a grondare mentre si diffondeva un intenso odore di gas, di nafta da scarico.

Chiedo a un elemento dell’equipaggio perché non ci fosse l’aria condizionata.
Era quel robusto e baffuto tipo che a inizio stagione faceva smistare i bagagli urlando a tutti coloro che salivano a bordo. (Ora questa mansione è svolta più discretamente da altri in maglia CREW).

Ebbene il tipo mi dice: _Devono accendere ancora il motore per partire.

Sì, proprio così, come sui pullman gran turismo o nelle nostre auto!
Si vede che ci prendono per cretini con la patente di cretini.

Di fatto l’aliscafo ha viaggiato senza aria condizionata e con i finestrini aperti (i finestrini dei portelli che servono per l’accesso ai lati). Potete immaginare…

Ma mi chiedo: che abbiamo fatto tutti noi per meritare così tanta negligenza su queste isole?

Un’ultima domanda: se non ci fosse stato l’ospedale, anche con i numerosi letti di degenza, la scorsa notte come si sarebbero potuti soccorrere i feriti del CRIS M, che erano più di 10?

E visto che sono arrivati tuoni e fulmini, imponendo la sosta dei voli in elicottero (ripresi all’alba di sabato mattina), avrebbero dovuto far dormire i feriti al palazzetto dello sport?

Buone cose a voi giornalisti e webmaster. E grazie per il servizio di informazione multimediale che svolgete in questo territorio, bello ma assai bistrattato.

LPC

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