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Le proteste dei turisti : bar di Marina corta senza le granite pubblicizzate, lettere al Sindaco

caffè con panna

Riceviamo e pubblichiamo ( non riportando i nomi dei locali interessati nel bene e nel male) due lettere che l’ing. Filippo Maltese di Reggio Calabria ha inviato per Pec al sindaco di Lipari, Marco Giorgianni :

la piazza di Marina Corta

la piazza di Marina Corta

Nei giorni scorsi con altri quindici amici abbiamo deciso di trascorrere un sereno e spensierato fine settimana a Vulcano, dove abbiamo alloggiato in un confortevole albergo.
Visto il numero consistente di persone, sabato 1 luglio, abbiamo noleggiato un grosso battello con il quale abbiamo fatto il giro dell’isola ed una capatina anche a Lipari per un bagno ristoratore in quelle splendide acque. La giornata non si poteva concludere senza gustare le decantate granite di Lipari e per tale ragione, sbarcati al porto intorno alle 16,00, abbiamo raggiunto uno dei tanti bar presenti in zona.

Per nostra “sfortuna” la scelta è caduta sul bar “…”, dove, dopo esserci seduti, il gestore ci ha comunicato la mancanza di granite di fragola, melone e pistacchio, nonostante le stesse fossero reclamizzate sul cartello pubblicitario presente all’esterno del locale.

Siamo stati così costretti a ripiegare sulla granita di gelso e alcuni di noi hanno chiesto un doppio strato di panna oltre che una normale brioche.
I primi e più fortunati, anche se delusi perché avrebbero preferito gustare la granita di fragola mancante, hanno ricevuto quanto richiesto accompagnato da brioche certamente non di giornata.

I successivi hanno ricevuto una granita con un solo strato di panna, perché non sufficiente per tutti ed infine io sono rimasto senza granita perché totalmente esaurita.
Inevitabili sono state le nostre civili rimostranze alle quali il gestore, lungi dal fornire una sia pur banale motivazione, con evidente insofferenza ha appena farfugliato delle timide scuse, costringendo molti di noi ad abbandonare il locale, per accomodarsi al bar contiguo “…”, il cui titolare con notevole imbarazzo per quanto accaduto, ha provveduto subito a servire una gustosissima granita di fragola con doppio strato di panna e brioche sicuramente di giornata.

Abbiamo tutti apprezzato il comportamento del secondo gestore, il quale lungi dal proferir parola sul collega e/o esprimere giudizi sul suo comportamento, che certamente disapprovava, si è subito adoperato per servire al meglio gli ospiti avventori, fornendo loro una dimensione totalmente diversa dell’accoglienza sull’isola.
Al termine della consumazione, appresi indirettamente altri particolari del nostro disappunto, ci ha anche offerto gratuitamente un piccolo assaggio di altre granite dal gusto inusuale, ricevendo i complimenti sia per la qualità delle granite che per la cortesia e gentilezza dimostrata.

Pertanto a nome personale ma anche a nome degli amici che mi accompagnavano ho ritenuto di dover segnalare l’accaduto alla Sua cortese attenzione, ritenendo per il buon nome dell’isola ma soprattutto per la salvaguardia dell’immagine fornita al turista, che Lei non possa astenersi dall’adozione di un qualche provvedimento in merito, limitato anche ad una semplice convocazione del gestore interessato in Comune per un inevitabile rimbrotto, ove il regolamento comunale non Le imponga l’adozione di una iniziativa di tipo diverso.

Noi certamente non veniamo dal nord e forse dovremmo ritenerci abituati a simili intemperanze, ma se vogliamo che il nostro profondo sud (Sicilia e Calabria compresa) crescano in maniera corretta, dobbiamo abituarci a rispettare il turista, e ad usare correttezza, garbo ed educazione. Non è assolutamente consentito ad un bar ubicato in un posto di prima fila, in una zona a vocazione turistica, di essere sprovvisto alle 16,00 del pomeriggio, in periodo estivo, di ben tre gusti di granite e di propinare agli avventori i rimasugli di un quarto gusto, finito anche questo prima di soddisfare tutte le richieste ricevute, o ancora di somministrare brioche del giorno
precedente, presentando alla fine l’inevitabile conto.

Sarebbe stato molto meglio e saggio avvertire subito gli avventori delle limitazioni di cui soffriva il bar, così da consentire agli stessi di rivolgersi ad altro locale e non aspettare di constatare l’impossibilità di soddisfare alle richieste ricevute.
Sulla strada del ritorno, commentando l’accaduto, abbiamo tutti convenuto sulla opportunità di informare il Sindaco dello spiacevole accaduto, onde consentire allo stesso ed alla propria amministrazione di adottare tutti i correttivi necessari a che ciò non abbia più a ripetersi, e solo con tale spirito costruttivo e non denigratorio o di protesta, gli amici hanno delegato me a tale adempimento.

Certo di ricevere la Sua comprensione, la ringrazio anticipatamente e Le porgo distinti saluti a nome personale e degli amici che con me hanno trascorso un ristoratore weekend a Vulcano.

Ing. Filippo Maltese

……………………

Facendo seguito alla mia precedente nota datata 12.07.2017, (che si allega in copia alla presente) inviata alla SV e ad altri uffici competenti del Comune di Lipari, ma a tutt’oggi rimasta senza alcun riscontro, mi vedo costretto a dover rilevare che i “difetti comportamentali” non sono ascrivibili solo al gestore e/o al personale del bar “…”, ma anche ad altri soggetti che nella loro veste ufficiale, non “possono” e non “devono” ignorare una semplice segnalazione ricevuta da un comune cittadino.
Ritengo che i gravosi impegni che assorbono quotidianamente l’Amministrazione Comunale, non dovrebbero aver impedito di fornire tempestivamente una sia pur laconica risposta, redatta dal più modesto degli impiegati, per informare appena che si è preso nota del contenuto della comunicazione e che sono stati avviati gli accertamenti del caso.

Tutto ciò dopo oltre 30 giorni non è avvenuto e ben 16 esimi professionisti, che avrebbero potuto far valere i loro titoli e le loro qualifiche, sono stati trattati nel peggiore dei modi non solo dal personale del bar addetto al servizio, ma anche da chi ha il compito istituzionale di guidare l’Amministrazione Comunale ed impedire che ciò abbia a verificarsi.

Nessuno di noi si aspettava la “fustigazione” dei colpevoli sulla pubblica piazza, o la comminazione di una pena per l’irriverente comportamento, ma certamente avremmo apprezzato neppure le scuse, perché ha già provveduto nei fatti, con molto garbo e signorilità, il gestore del bar contiguo “…..”, il quale, è bene rimarcarlo, si è adoperato in ogni modo per accontentare gli occasionali avventori, senza mai proferire parole di censura o di condanna nei confronti del collega, ma almeno ci saremmo attesi un laconico comunicato di riscontro per informare dell’avvenuta presa d’atto dell’accaduto.

Questa è CIVILTA’ e non ci possiamo lamentare quando episodi di tal genere coinvolgono, loro malgrado, turisti del nord o stranieri, che conseguentemente decidono di non vistare più il profondo sud. Non credo di dover aggiungere altro ma solo precisare che le azioni sono solo di chi le compie e non di chi le riceve, mentre noi non esiteremo a raccontare l’accaduto a quanti tra i nostri amici e conoscenti, avranno la malaugurata idea di fare una capatina a Lipari, inviando la presente per opportuna conoscenza anche agli Organi di Stampa locali ed alla Pro-loco, onde consentire l’adozione delle iniziative che riterranno di dover assumere in merito.
Distinti saluti

Ing. Filippo Maltese

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