L’album dei ricordi, Filicudi: una dea del mare ( febbraio 1990)

filicudi una dea del mare unica foto unita

A cura di Massimo Ristuccia

IL SUBACQUEO Filicudi una Dea del Mare.

(stralci dell’articolo)

Ecco la natura selvaggia delle sue rocce vulcaniche, l’atmosfera lirica e misteriosa dei suoi panorami, la plastica bellezza dei suoi fondali che in ogni angolo mostrano vita e colori.

Un’ostile spiaggia di ciotoli, chiusa alle due estremità da rilevi aspri e selvaggi. Il mare è tranquillo, ma un gruppo di uomini sta alando le barche, mettendole al sicuro per la notte. Sono pescatori. I gesti sono quelli di sempre, così come gli attrezzi e le barche. I pesanti gozzi di legno vivacemente colorati sono issati a braccia, col solo aiuto di corda  e carrucola. Le loro chiglie scivolano a fatica sul legno delle “falanghe” cosparso di grasso di montone. Il sole sta ormai calando e le poche e semplici case affacciate sulla riva del mare assistono mute alla scena…….

filicudi 4Sarà proprio la verginità della natura di Filicudi ad affascinarci, saranno le rocce aspre e ripide a colpirci, la loro precarietà o il verde delle felci. Ci incanterà il silenzio, la scarsissima presenza di turisti e la cordialità discreta degli abitanti, la loro vita vissuta ai lentissimi ritmi imposti dall’arsura estiva….

Già dal nostro arrivo Filicudi riuscirà ad affascinarci, ma appena messa la testa sott’acqua resteremo meravigliati. Il colore azzurro, delicato e vivace dell’acqua limpidissima si oppone ai toni bruni e drammatici delle rocce dell’isola; il mondo sommerso si mostra vivo e accogliente per infinite, colorate forme di vita. L’integrità della natura, sia in superficie che sott’acqua, è dunque la più importante caratteristica di Filicudi…

….Durante questa immersione dobbiamo fare attenzione a non spingerci troppo verso Capo misteri del mareGraziano: un segnale di vernice bianca sulle rocce vicino al mare ci avviserà che stiamo entrando nella “zona vietata”. Infatti tutto il promontorio di Capo Graziano e l’omonima secca sono stati da tempo dichiarati zona di tutela archeologica, con l’ipotesi che qui si trovino i resti di ben sette relitti. La serietà di Gaetano Giuffrè, cui è affidato il controllo dell’area, è la garanzia che quel tratto di mare resterà protetto, sia per quanto concerne il patrimonio archeologico che quello naturalistico-biologico.

i relitti di filicudi

Siamo di fronte ad uno di quei vari casi in cui la protezione di una zona marina riesce ad essere veramente integrale, creando un ambiente particolarmente favorevole per numerose specie animali che trovano dunque un habitat congeniale per l’accoppiamento e la riproduzione. Doppiamo dunque Capo Graziano e mettiamo la prua di fronte alla grotta del Bue Marino. Poco al largo, su un fondale di 41 metri, giace lo scheletro di una chiatta, completamente avvolto da suggestivi brandelli di rete e da un fittissimo branco di Anthias. Risalendo vale la pena fermarsi proprio sotto allo scoglio, visitando la piccola grotta passante che si apre circa alla profondità di 12 metri…filicudi 2

 

Filicudi è un’isola che va scoperta a piedi, camminando tra le felci e le ginestre, raccogliendo direttamente dai piccoli e ricchi alberi le albicocche più buone che sia capitato di mangiare. L’escursione più impegnativa che si possa realizzare sull’isola è la salita fino alla “Fossa delle Felci” che, con i suoi 774 metri, è il punto più alto. Il sentiero si inerpica ripido sul fianco della montagna e tutta la gita, tra salita e discesa, impegnerà 4/5 ore. Ma dalla cima il panorama ci ricompenserà di ogni fatica. Un mare di felci verdi è interrotto dalle macchie gialle dei fiori di ginestra, in contrasto con il blu intenso del Tirreno. Sotto di noi si stende l’isola di Filicudi e nelle giornate limpide si vedono tutte le isole dell’arcipelago.

Meno faticosa sarà invece l’escursione alla “Fontanella”, l’unica sorgente d’acqua dell’isola. Il sentiero si snoda più o meno pianeggiante lungo il versante settentrionale, consentendo suggestive vedute delle caotiche strutture di rocce vulcaniche. Attraversato un piccolo borgo di contadini abbandonato da anni e ormai assalito dalla vegetazione, arriviamo alla nostra meta. Da una piccola grotta aperta nella roccia, l’acqua sgocciola lentamente in una vaschetta naturale: è ottima freschissima. Anche la salita a Capo Graziano per la visita alla necropoli neolitica non ci impegnerà particolarmente. Sulla via del ritorno vale la pena andare a vedere “ le ruote”, scavate nella pietra e accatastate sugli scogli in riva al mare…centro abitato di valdichiesa 1

La particolare situazione logistica contribuisce a mantenete l’isola quale è: se si fa eccezione per alcune case private, occasionalmente affittate per la stagione estiva, l’unico albergo presente sull’isola è l’hotel villaggio Phoenicusa impeccabilmente gestito dai signori Pagani, ai quali ci si dovrà rivolgere per informazioni ed eventuali prenotazioni nel periodo invernale. Sempre presso l’hotel è operante un moderno diving center, al quale converrà fare riferimento per le immersioni, vista l’oggettiva difficoltà di portare al seguito tutte le attrezzature in un viaggio solitamente lungo come quello per raggiungere le Eolie……

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