La guerra dei rifiuti : i suggerimenti di un cittadino

di Francesco Coscione

Il mondo, e la società, sono pieni di guerre, grandi e piccole. A Lipari abbiamo la guerra dei rifiuti combattuta in modo purtroppo impari tra un’Amministrazione e un Assessore al ramo che fa il suo lavoro e altri soggetti che cercano di distruggerlo. Logico che non si tratta di un paio di persone, nessuno ha continuamente materassi, cucine, frigoriferi, lavatrici e oggetti simili da smaltire. Quindi si tratta di un certo numero di individui che hanno un comportamento simile e che, purtroppo, non è locale ma diffuso in molti comuni.

Quando non esistono interessi personali o economici, viene definito piromane chi appicca il fuoco per provare piacere nel farlo o nel vederlo ardere, a volte anche provocando danni gravi o vittime. Non so se esiste una patologia per chi lascia rifiuti per strada, in ogni caso è da valutare.

Sui social qualcuno, compreso me, si domanda se non ci sia una motivazione in tali gesti, che sia patologica o di inciviltà o di vera e propria delinquenza. Chi compie un gesto spesso lo fa per desiderio di notorietà, anche negativa. Andreotti asseriva che non era importante come si parlasse di lui, importante era che ne parlassero. Ho delle proposte concrete che espongo.

1) Non rispettare la raccolta differenziata o abbandonare rifiuti per strada è un reato. Che si facciano indagini serie e nascoste anche a costo di cercare etichette, bolle di consegna o altro che porti all’identificazione del colpevole.

2) Non postare sui social né sui giornali online immagini di rifiuti ingombranti, cassonetti stracolmi, ecc. Si interrompe il desiderio malato di visibilità di chi compie il gesto. Inviare invece le immagini in privato all’Assessore Taranto magari con foto di particolari che aiutino l’identificazione. Siamo obbligati a denunciare un reato e a contribuire a trovare il colpevole, fare finta di non sapere e vedere si chiama omertà!

3) Le sanzioni sono stabilite dai comuni. Aumentiamole in modo concreto e pubblichiamo. La sanzione minima deve essere alta altrimenti non è un deterrente. Già in Italia l’impunità è regola….

4) Comportiamoci da cittadini civili: facciamo la raccolta differenziata; se un cassonetto è pieno cerchiamone un altro, se non lo troviamo aspettiamo un altro momento per il conferimento; segnaliamo le inadempienze, quelle vere, all’Assessore al ramo che è deputato a prendere provvedimenti in merito.

5) Smettiamo di dire che siccome non funziona niente io me ne frego, è un comportamento da bambini, incivili, sociopatici e delinquenti.

Per concludere mi permetto un consiglio all’ Assessore Massimo Taranto: non si rivolga direttamente a questa gente, non lo merita, con loro le minacce di sanzioni servono a dargli la forza di chi è vile e si nasconde. Continui il Suo lavoro, le persone civili lo apprezzano e le verranno incontro, io ci voglio credere!

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