Tarnav collegamenti veloci

Il tormento in via stradale: quando non c’è rispetto per la scuola

di Lina Paola Costa

La scuola vale poco nell’immaginario collettivo. Meno di molte altre voci e servizi di cui una società si dota. Vale poco chi la frequenta, perché non vota.

Vale poco chi la fa, perché non produce un reddito cumulabile e monetizzato. Vale meno dei corsi privati e dei laboratori fantasiosi, dove qualsiasi individuo/imprenditore detta legge.

Meno delle sagre di contrada, della “cerca” per le novene periodiche, dei fuochi d’artificio che si sparano ad ogni sposalizio.

Se valesse la scuola, chi la fa e chi la frequenta, non accadrebbero nemmeno per sbaglio vicende come quella di oggi, quando dopo le otto in via Stradale si inizia a trivellare la strada per dei lavori di rete, in barba al fatto che la aule del plesso scolastico vengono inondate di rumore, di terra, puzza di gasolio…

All’altezza dello slargo del palazzetto dello sport, la ruspa e altri motori diesel sono allo stesso livello delle narici e delle orecchie di noi che siamo dentro, adulti e bambini, a fare il nostro dovere con une dose di gioia di vivere che si alimenta a prescindere da tutto.

Vengono in mente le giornate in cui la sega elettrica potava gli eucalipti: sempre in orario scolastico, sempre appena iniziate le lezioni, mai un giorno o una settimana prima, mai dopo le tre del pomeriggio, che magari sarebbe un orario più ragionevole a lezioni finite…

Fa caldo, ma chiudiamo i vetri. Il rumore frastorna, ma si studia lo stesso, alleggerendo la consegna di lavoro. Si alza la terra accanto alla ringhiera, allora abbassiamo a metà le tapparelle e coloriamo un disegno in penombra.

Ci vorrebbero due foto per documentare quanto sta succedendo. Ma non uso l’I-phone in classe e i giornalisti chissà dove sono…

Alle dieci il tormento è finito. Come pubblico ufficiale e dipendente Miur ho segnalato il disagio alla mia segreteria prima delle nove, secondo quanto mi compete.

Share