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Il museo di Lipari nato dall’antiquarium creato da Isabella Conti Eller Vainicher

Nell’anniversario della nascita, proposta della figlia Caterina per una targa commemorativa

di Caterina Conti

isacontiCosì come ho avuto a dire altre volte, poiché la storia non è fatta da chi la fa ma da chi la scrive, mi sembra opportuno, che con il reverendissimo Padre Adornato ed il prof. Iacolino testimoni di un’epoca.., cogliere l’occasione della ricorrenza dell’anniversario per puntualizzare tra le altre attività di mia madre 2 realizzazioni importanti, dimenticate ed ignorate dai più…
– La prima è la costituzione della scuola Media S.Lucia di Lipari che è stata creata insieme all’Istituto Tecnico Commerciale. A suo tempo io e mio fratello Gustavo abbiamo realizzato la targa posta fuori dalla stessa scuola Media perché abbiamo capito che lo stesso preside di allora, Li Donni, allievo a suo tempo di quella scuola riteneva che la scuola fosse stata creata dal Preside Ciccio Megna, splendida persona e carissimo amico, ma cosa non esatta perché l’ing. Megna fa parte di quel gruppo di reduci che tornati alle Eolie, non esistendo alcuna possibilità di lavoro, furono sistemati da mia mamma come insegnanti nel nascendo Istituto Tecnico e Scuola Media. ( Mamma diresse l’Istituto Tecnico e gratuitamente per 10 anni la Scuola Media).

Della Scuola Media fece realizzare il progetto dell’immobile e ne seguì la costruzione. Agli inizi di fronte l’uscita della Scuola Media vi era il torrente valle, lungo il quale gli abitanti di Pianoconte e Quattropani lasciavano i propri asini. L’attraversamento del torrente diventava difficile per gli alunni ed un giorno di pioggia mamma organizzò gli allievi per il primo sciopero della storia. A non troppa distanza di tempo fu poi costruito un ponte per agevolare il passaggio.

Dopo 10 anni mamma insediò come preside della Scuola Media l’ing. Ciccio Megna.
– La seconda è il Museo Eoliano creato dagli archeologi prof. Bernabo Brea e Madeleine Cavalier ma…Senza voler togliere alcun merito ai suddetti personaggi che hanno dedicato la loro intera vita alla realizzazione del Museo e ai quali le Eolie tutto devono per il riscontro nazionale ed internazionale, mi sembra doveroso non dimenticare l’inizio di questa storia.

Le Eolie erano isole di confino e residenza di “coatti” cioè delinquenti comuni, apolidi e stranieri dispersi per l’Italia di varia natura che alloggiavano nei padiglioni del castello che erano a disposizione del Ministero di Grazia e Giustizia. Alla fine della guerra gli ambienti si sono liberati; Contestualmente mamma iniziò a raccogliere il notevole materiale che i coloni avevano via via trovato coltivando i terreni di Diana (necropoli) di proprietà della Curia e dalle famiglie nobili liparesi, (famiglia Fiorentino, zona Porto delle Genti). Da qui l’inizio della corrispondenza (oltre 100 lettere) con il prof. Bernabò Brea. Mamma iniziò con l’assistenza di Bottari, dipendente della Soprintendenza di Siracusa, e del bidello della Scuola Media Antonio Scarcella, che la accompagnava in quasi tutti gli spostamenti sui terreni.
Dal materiale raccolto nacque così l’Antiquarium Eoliano nel 1948 circa che ebbe come sede la sala a destra del piano terra del Palazzo Comunale all’ora sede delle scuole. L’Antiquarium fù così il germe della nascita dell’attuale Museo Archeologico Eoliano.

I ricordi sono tanti infatti…Un giorno io con mia mamma siamo andati al palazzo vescovile, la costruzione che c’è accanto la Cattedrale, ed entrando abbiamo notato che questi ambienti erano pieni di oscenità dal pavimento al soffitto, salendo al piano di sopra mamma mi indicò alla fine del corridoio una latrina e sopra nella parete una piccola finestrella e mi disse: vedi Caterina qui dentro si sono suicidati due fratelli. Ancora oggi questo ricordo non riesce a non emozionarmi. In seguito quello stesso posto divenne luminoso e bellissimo.
A conclusione i vari locali del castello furono occupati dagli uffici del museo e dalle sue sale espositive, dall’ostello della gioventù nel 1° padiglione (adesso definitivamente chiuso) e le carceri ( adesso aree adibite a mostre). Grazie a queste iniziative buona parte dei padiglioni furono occupati ed il Ministero di Grazia e Giustizia non poté più utilizzarli.

Visto che vi sono oltre alle intitolazioni anche sale intestate a vulcanologi e archeologi, non avendo la pretesa di voler intestare la chiesa di Santa Caterina come voleva fare Riccardo Gullo, mi sembrerebbe però giusto che vi fosse almeno una targa, sistemata in maniera visibile, la quale dica: Museo Eoliano Bernabò Brea nato dall’Antiquarium creato dalla prof.ssa Isabella Conti Eller Vinicher nel 1948.
Pensate che qualcuno di molto importante dell’epoca ebbe a dire “matri mia quantu traficu chi staci faciennu sta fimmina pi quattru morsi i sartania vecchia”.

Indispensabile ricordare che mia madre ebbe dei grandi collaboratori come: il prof. Emanuele Carnevale, padre di Masino, la prof.ssa Giovanna Cincotta, Mario D’Ambra e Antonio Scarcella.
Mamma aveva in sostanza attivato per le Eolie un programma di sviluppo socio economico completo con scuole, lavoro, turismo e cultura.

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