Ginostra vuole tornare a sentire il rintocco delle campane

gianlucadi Gianluca Giuffrè

Ginostra – Quando si arriva nel minuscolo villaggio di Ginostra, frazione dell’isola di Stromboli, si nota subito che c’è qualche cosa di strano; come se mancasse l’anima del paesino. Manca il campanile dalla chiesa, demolito negli anni novanta.

Da molto tempo non si sentono più le campane suonare neanche per la messa domenicale. Nel 1995, la vecchia campana in bronzo, forgiata prima degli anni Trenta dalla piccola comunità ginostrese si spaccò. I ginostresi, coscienti dell’importanza di una campana, intesa anche come mezzo d’allarme che può chiamare a raccolta gli abitanti nella piccola piazzuola della chiesa ai fini di Protezione Civile (come : esplosioni improvvise dello Stromboli, incendi e soprattutto inattese mareggiate notturne che richiedano l’intervento urgente della popolazione per mettere in salvo le barche dallo scalo di Pertuso il porto più piccolo del mondo), avevano avviato, già dal 1996, una raccolta di fondi tra residenti e i turisti che frequentavano abitualmente il borgo nel periodo estivo. La raccolta di fondi però non sortì l’effetto sperato e così nel 2001 un anziano abitante di Ginostra, Antonino Criscillo, ex ufficiale postale del paesino, oggi in pensione, decise di regalare a sue spese la campana alla chiesa della frazione e quindi alla comunità ginostrese. Numerose furono le difficoltà per far arrivare la campana sull’isola dall’Emilia Romagna, a causa del notevole peso della stessa. Sbarcata sul molo la campana rimase un giorno nei pressi dell’approdo per l’impossibilità di trovare abbastanza uomini per trasportarla, sulle spalle, lungo la ripida e scoscesa scalinata del paesino che conduce fino alla chiesa. Alla fine, dopo molte peripezie, si riuscì a portarla a destinazione grazie ad un elicottero inviato dalla prefettura di Messina. Un lavoro rivelatosi inutile perchè la nuova campana del borgo non potrà essere collocata nella sua sede fino a quando non verrà ricostruito il campanile.

Nel 1999 durante il restauro parziale della canonica adiacente alla chiesa, la ditta che aveva preso l’appalto procedette alla demolizione del vecchio campanile (risalente all’inizio del Novecento) in quanto risultava pericolante e rischioso per l’incolumità dei passanti nella viuzza adiacente all’edificio di culto.

La nuova campana è stata sistemata all’interno della chiesa e attende ancora di poter suonare. E’ quasi inutile dire che in questi anni numerosi sono stati i solleciti da parte della comunità per far ricostruire il campanile ma, come accade sempre più spesso da queste parti, non è stato fatto ancora nulla e non si riesce a capire come mai si sia proceduto alla demolizione del campanile (bene culturale tutelato) senza aver pensato ad una sua immediata ricostruzione. Mancano i soldi? Il progetto c’è o si è perduto nei meandri della burocrazia italiana? L’Arcivescovo della nostra diocesi come si sta muovendo? ”Sarebbe opportuno che gli assessorati regionali e i ministeri nazionali – affermano i ginostresi – che fino ad oggi si sono distinti solo per porre vincoli di ogni genere al fine della tutela paesistica, passassero finalmente a tutelare con i fatti e non solo con le parole l’ importante patrimonio culturale ed ambientale di Ginostra e delle Eolie ”.

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