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” Ecco come ho ripulito Stromboli “: Aimèe Carmoz su La Stampa

da lastampa.it

LAURA ANELLO

Aimèe Carmoz

Aimèe Carmoz

STROMBOLI (MESSINA)
Sbarca dall’aliscafo con la spalla rotta, una vistosa fasciatura al collo, e sul molo di Stromboli trova un comitato di accoglienza da fare invidia a una star: «Bentornata a casa Aimée». Lei, 87 anni, una crocchia di capelli candidi, gli occhi verdi e penetranti, ringrazia senza fronzoli, perché ha molto da fare. Aimée Carmoz ha da fare da quando, nel 1972, si è trasferita qui dalla sua Francia per mettere radici in una grande casa nel cuore del paese, insieme con ventidue gatti, nell’isola-vulcano che borbotta ed erutta a cadenza di ogni ora.

Sarà quest’energia a fare di lei – che un tempo era cancelliera nel Tribunale di Chambery – una combattente per l’ambiente che, a dispetto dei suoi anni, si fa fatica a definire anziana. Perché è lei, qui, a battersi per una gestione responsabile dei rifiuti. Lei a essere invitata da un capo all’altro d’Italia per parlare di riciclo. Lei a progettare con l’Enea una maxi-compostiera che consenta di utilizzare l’organico come concime. Lei a raccogliere le lattine di alluminio dell’isola. Lei a tenersi in contatto via mail con esperti di tutto il mondo, studiando leggi, decreti, regolamenti, bandi. Lei a urlare al paradosso di un comune con quattrocentocinquanta residenti che ogni anno spende da tre a quattro milioni per pagare una nave che porta via i rifiuti non differenziati. Lei a fare di questo piccolo lembo di terra – l’azzurro di mare e cielo, il bianco abbagliante delle case, il verde di una vegetazione strappata all’Eden – una sorta di laboratorio che svela le resistenze della politica e i paradossi del sistema Italia.

«A parole sono tutti d’accordo – dice con ironia – ma il mondo è fatto anche di proprietari di discariche, di trasportatori di rifiuti, di costruttori di inceneritori, di tanti portatori di interessi che remano nell’ombra». La sua storia è finita pure in un documentario, «La crociera delle bucce di banana», premiato a Festival Cinemambiente di Torino. Grazie anche alle sue battaglie sono nati l’asilo, la scuola media, la farmacia.

E i primi progetti per la raccolta differenziata. Piccoli e grandi. I piccoli viaggiano sulle gambe dei bambini delle medie che ogni anno raccolgono le lattine d’alluminio dai bar e ristoranti e le schiacciano in due apparecchi installati nel piazzale accanto alla scuola. Aimée organizza la vendita e il trasporto in una fonderia siciliana e a paga con il ricavato una gita di istruzione in una città d’arte. «Perché io dico sempre che i rifiuti sono una risorsa economica – aggiunge sorniona – il problema è che quelle risorse non vadano sempre nelle stesse tasche».

Il progetto più grosso, invece, è in partenza grazie a una legge entrata in vigore due mesi fa. «Riguarda il rifiuto organico – spiega – il più grande dei problemi perché si degrada velocemente e perché, quando si mischia al resto, rende tutto non commerciabile. Mentre vetro, alluminio, plastica, carta, sono preziosi. La nuova legge dice che l’organico si può gestire fuori dai servizi comunali, una grande novità e una grande opportunità per gli agricoltori». Così ha chiamato all’appello l’Enea per gettare le basi di un bio-distretto delle Eolie dove i terreni siano concimati con i rifiuti organici. «Solo che non ho le energie e i soldi per pensare a tutte le Eolie, cominceremo da Stromboli». Allo studio c’è una grande compostiera che consentirà di abbattere notevolmente i costi di trasporto in nave (viaggerà una-due volte al mese e non ogni giorno come accade adesso) e conseguentemente di risparmiare sulla tassa della spazzatura. C’è chi gioca a candidarla a sindaco nelle prossime elezioni: si vota anche a Lipari, l’isola capoluogo. Lei ride. «Macché, faccio solo quel che posso».

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