Discarica Mazzarrà, raffica di avvisi di garanzia

discarica mazzarràIl lavoro della Procura di Barcellona non si è fermato con il sequestro della discarica di Mazzarrà S.Andrea del 3 novembre scorso. Il sostituto procuratore Francesco Massara ha inviato una nuova raffica di avvisi di garanzia nell’inchiesta sulla gestione del sito di contrada Zuppà. Il provvedimento ha raggiunto gli ex presidenti di Tirrenoambiente, la società che gestisce la discarica, Sebastiano Giambò e Francesco Cannone, il funzionario palermitano dell’assessorato regionale Territorio ed Ambiente Gianfranco Cannova, il funzionario della provincia di Messina, Armando Cappadonia ed un funzionario dell’Arpa l’agenzia regionale per l’ambiente. Vanno ad aggiungersi ai tre avvisi notificati contestualmente al sequestro della discarica e che raggiunsero l’ex presidente di Tirrenoambiente Antonello Crisafulli e gli ex amministratori delegati Pino Innocenti e Giuseppe Antonioli.

I provvedimenti scaturiscono dall’inchiesta della Procura di Barcellona una cui costola riguarda le denunce del sindaco di Furnari Mario Foti sui lavori di ampliamento della discarica e dell’on Sonia Alfano presidente della commissione antimafia europea. A fine ottobre Foti aveva inviato una durissima denuncia, con dettagliata cronistoria dei fatti e misfatti consumati nel sito di Mazzarrà Sant’Andrea a tutti gli enti interessati. Foti ribadì che si tratta di una struttura interamente abusiva sotto il profilo urbanistico ed edificatorio, staticamente instabile e pericolosa ed insiste in un’area a rischio idrogeologico, a distanza non regolare dal bacino protetto nel quale si trovano i pozzi di approvvigionamento idrico del Comune di Furnari. A tutto ciò le indagini condotte dai Carabinieri hanno aggiunto l’enorme abbancamento di rifiuti non autorizzati e non previsti dal progetto che ha determinato una situazione di instabilità facendo scattare il sequestro della discarica e gli avvisi di garanzia.

Secondo l’accusa la società TirrenoAmbiente S.p.A. avrebbe accumulato abusivamente più di 30 metri in altezza di rifiuti per tutta la circonferenza della discarica, oltre ad aver smantellato un tratto di montagna ed aver abbancato terre da scavo senza autorizzazione. Foti nella sua dettagliata denuncia ha evidenziato i “quattro pozzi abusivi utilizzati dalla TirrenoAmbiente spa, per l’approvvigionamento idrico ad uso industriale, in violazione della normativa vigente, o sulle opere edilizie che insistono nell’impianto realizzate in difformità allo strumento urbanistico del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea. Una lunga serie di irregolarità che ha portatogli inquirenti ad indagare sull’operato degli amministratori che in questi anni hanno gestito il sito facendo scattare la nuova ondata di avvisi.

gazzettadelsud.it

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