Dalla Serbia con gratitudine

di Michele Giacomantonio

Mehmet Miftari Asanovic

Mehmet Miftari Asanovic

In una sera di 21 anni fa, nel 1996, Mons. Gaetano Sardella sta per entrare nella chiesetta del Pozzo per una funzione, quando incontra sulla soglia un ragazzo dai tratti orientali che chiedeva l’elemosina. Con lui vi era anche una ragazza che aveva un bambino piccolo in braccio. Don Gaetano si avvicina e chiede chi siano perché è la prima volta che li vede.

“Veniamo dalla Serbia, dice il giovane, e mi chiamo Memet Miftari Asanovic. Questa è mia moglie e questo è il nostro bambino, Miftari”. Parlando con loro don Gaetano scopre l’esistenza di un dramma. La fuga dalla Serbia sconquassata dalla guerra, il viaggio in gommone per raggiungere la Sicilia affidati a scafisti senza scrupoli che hanno preteso un costo esorbitante: una parte subito e quattro milioni di lire una volta arrivati, senza fare i furbi perché ne sarebbe andato di mezzo il piccolo. I giovani sono terrorizzati, sono venuti a Lipari sperando di sfuggire in qualche modo agli aguzzini o comunque di prendere tempo.

Don Gaetano comprende il dramma e promette di aiutarli. Ne parla ai fedeli con prudenza e circospezione ed attiva il

Mons. Gaetano Sardella

Mons. Gaetano Sardella

giro delle sue conoscenze fra i fedeli che hanno  a Lipari una casa e vi tornano per le vacanze. Persone a cui si è rivolto diverse volte e che lo hanno sempre aiutato nelle sue opere di carità. Qualche mese e la cifra è raggiunta. Ora si tratta di entrare in contatto con gli scafisti. Ed in questo lo aiuta un prete di Milazzo che già ha avuto a che fare, con successo, con questi problemi.

Dopo qualche anno Memet e la sua famiglia tornano in Serbia ma rimangono sempre in contatto con don Gaetano.

Il 19 gennaio scorso al Notiziario di Bartolino Leone arriva un messaggio :” Salve sono un ragazzo straniero volevo chiedervi se mi conoscete? Sono il ragazzo Serbo: ero sempre con padre Gaetano Sardella a Lipari tanti anni fa. E mi ha aiutato molto, mi ha dato una “Nuova Vita” da vivere. E’ un parroco che merita molto di più”.

E Bartolino contatta subito don Gaetano che accetta di rispondere a  Bartolino e Memet con un suo messaggio:

Carissimo direttore,
Ho letto le parole belle che Mehmet Miftari Asanovic ha voluto indirizzarmi. Il nostro incontro risale a 21 anni fa . Mehmet era arrivato in Sicilia in un barcone con moglie, bimbo piccolo e solo acqua dopo lunghi giorni di viaggio. Abbiamo salvato il bambino raccogliendo quello che era necessario per metterlo in sicurezza. I miei amici vicini e lontani sono sempre sensibili e ricchi di umanità.
Grazie Mehmet ho fatto soltanto quello che la Chiesa che è Madre deve cercare di fare.
Aiutarti a non perdere il Tuo piccolo Miftari e a vivere con la Tua Famiglia. Non ci sentivamo da anni ieri mi hai mandato le foto dalla Germania . Ti abbraccio insieme a Tua Moglie ed ai tuoi due Figli. So che hai avuto problemi seri di salute e sei in sedia a rotelle e stai facendo delle terapie delicate. Se le mie amiche ed i miei amici che in silenzio sempre mi aiutano per dare una carezza a chi soffre mi faranno arrivare qualcosa, sarò contento di inviartela. Quando Miftari vorrà venire alle Eolie, la Tua Famiglia sarà per una settimana ospitata da me. Lui vive perchè Tu a Lipari lo hai potuto Salvare. Io non merito nulla di più. Chiedo al Signore per te e la tua Famiglia ogni bene. Padre Gaetano”.

Non sono stati facili gli anni che Memet ha vissuto una volta lasciata Lipari. Certo in Serbia non c’è più la guerra che li aveva costretti a partire, ma c’è la fame e la mancanza di lavoro. E per questo Memet per sostenere la sua famiglia è stato costretto ad arruolarsi nella Legione straniera ed a combattere. Così è rimasto ferito ed oggi è costretto a curarsi e vive su una sedia a rotelle.

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