Coscione : aiutiamo la scuola ad educare i nostri figli

di Francesco Coscione

E’ fresca di stampa la notizia di un professore che è stato picchiato in modo delinquenziale e vigliacco dal genitore di un alunno che, il giorno prima, era stato rimproverato dal docente. Per favore evitiamo di dissociarci puntualmente da questa categoria di soggetti chiamandoli delinquenti, emarginati, episodi isolati e così via. Quando i miei figli frequentavano la scuola sono stato rappresentante di classe fino alla fine del liceo per entrambi e ho partecipato sempre agli incontri con gli insegnanti. Una volta uno di loro si sorprese quando gli dissi che preferivo che mio figlio avesse meno nozioni ma che uscisse dalla scuola una persona perbene e che se meritava un “educativo scappellotto” potevano tranquillamente darglielo senza problemi.

Ho sentito la maggioranza dei genitori dire che i rimproveri e gli scappellotti erano loro esclusiva prerogativa e, molti docenti, sentirsi totalmente impotenti di fronte a ragazzi con un comportamento incontrollabile per quanto sopra. Abbiamo creato una società del permissivismo assoluto, nessuno deve essere redarguito, rimproverato, punito. I nostri figli respirano quest’aria e si sentono intoccabili. Se diamo un educativo schiaffo a nostro figlio rischiamo il telefono azzurro e una denuncia.

Non sto dicendo che dobbiamo farli inginocchiare sui ceci e frustarli con la cintura, ma che i genitori siamo diventati amici dei nostri figli invece di padri e madri e parlo in prima persona volontariamente per prendermi le mie responsabilità. Qualche giorno fa un caro amico mi presentava la sua forte preoccupazione per la situazione dei minori che, spesso, vengono visti nei locali eoliani in compagnia di un bicchiere pieno non di aranciata.

Dato per assolutamente certo che nessun gestore, o rivendita, serva alcolici ai minorenni, dobbiamo desumere che i maggiorenni lo fanno per loro. Questi nipoti del ’68 comprendono ciò che fanno? Qualcuno ancora fa finta di non sapere che a Lipari c’è una situazione di alcolismo giovanile dilagante? Il mio non è un giudizio verso la società genitoriale ma solo l’esternazione di un dolore interiore che in tanti abbiamo.

Per favore smettiamo di delegare l’educazione solo alle istituzioni scolastiche legandogli le mani e tappandogli la bocca. Ricordo genitori che non erano mai presenti alle riunioni scolastiche: meglio partecipare ad un incontro con gli insegnanti che regalare l’ultimo modello di smartphone a nostro figlio. I nostri figli si ricorderanno di quando li prendevamo in braccio o li accompagnavamo a scuola, non certamente dei cellulari che gli abbiamo regalato. La società marcia di oggi non l’hanno costruita i ragazzi ma noi. Se noi sputiamo sempre fango sulle istituzioni come pretendiamo che loro ne abbiano rispetto? Preferiamo insegnare ai nostri figli a essere furbi piuttosto che onesti? Siamo solidali fra genitori e aiutiamoci. Se ci dicono qualcosa sui nostri rampolli non diciamo: fatti i fatti tuoi e guardati i tuoi figli ma ringraziamoli.
Esorto naturalmente anche le istituzioni e le forze dell’ordine a continuare e, ove necessario, rafforzare l’opera di controllo del territorio necessaria a una situazione di vera emergenza. Grazie.
Spero che queste mie sentite parole facciano risvegliare le coscienze di chi si sente dentro genitore, padre e madre di questi ragazzi e siamo la maggioranza.
Con affetto a tutti i “nostri figli” e con riconoscenza a quanti si riconoscono in questo grido d’allarme.

( Ringraziamo, per il prezioso intervento, Francesco Coscione. Superfluo aggiungere altro. P.P.)

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