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Contributo sbarco : tra turisti polli da spennare e residenti spennati

turismo

Riceviamo da S. Nunnari e pubblichiamo

Buongiorno dott. Paino
Vi indirizzo questa mia lettera aperta per sensibilizzare gli amministratori delle Isole sul tema della gestione delle risorse turistiche.
Leggo adesso dell’introduzione del “contributo di sbarco”, che ogni visitatore è tenuto a versare, in buona sostanza un’inutile e pretenziosa tassa che va a gravare sui prezzi delle tariffe dei trasporti marittimi.
Vivo a Milano da molti anni ma quando posso faccio ritorno nella mia Sicilia per trascorrere le vacanze nei luoghi nativi.
Vorrei far comprendere che non è tassando il turista che si migliora la vivibilità delle isole o si regola l’afflusso. Il visitatore che vuole godere della vacanza verrà comunque, sobbarcandosi con certa amarezza questo discutibile costo che va ad aumentare il senso di impotenza nel vedersi trattato non come una risorsa, non come un’ospite, ma come il pollo da spennare durante il suo soggiorno. Parlo nelle vesti di turista, di contribuente, ma soprattutto da siciliano che spera in futuro di poter trovare qualche esempio di progresso nelle gestione di queste bellissime terre.
Cordiali saluti

S. Nunnari

Gent.le sign. Nunnari

quello che lei scrive può essere condivisibile ma la ragione principale che porta all’introduzione e all’aumento della tassa di sbarco è che questo comune, come altri che hanno adottato la più vessatoria tassa di soggiorno, negli ultimi sei anni, ha subito un progressivo e drastico taglio dei trasferimenti regionali e statali. Non le sfuggirà , ad esempio, che i comuni per quanto riguarda l’Imu sono ormai degli esattori nei confronti dello stato. Gli enti pubblici oggi sono costretti a trovare finanze alternative: pensi ad esempio ai servizi richiesti da centinaia di migliaia di turisti che affollano le Eolie nei due mesi estivi.
Le allego l’intervista con il ragioniere generale del Comune di Lipari per comprendere meglio quanto le ho scritto.
Distinti saluti
Giuseppe Paino

 

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