Cobas Poste lavoro privato al sindaco Giorgianni : “servizio pubblico stravolto nelle isole, pretenda nuove assunzioni”

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Nota dei Cobas Lavoro Privato settore Poste al Sindaco di Lipari, Marco Giorgianni

Le scriviamo per informarLa che Poste Italiane, già da qualche anno, ha intrapreso un percorso di privatizzazione che sta portando numerosi disservizi in tutto il territorio nazionale dove il recapito a giorni alterni è il passaggio più emblematico in tal senso. Il nuovo modello di recapito, dove è già in vigore, ha comportato notevoli disagi sia per i lavoratori che per la cittadinanza. Le ripercussioni più evidenti riguardano i territori isolati e disagiati, come le isole, i piccoli comuni, le comunità montane. Anche le isole Eolie risentono fortemente di queste politiche disastrose per le quali abbiamo già denunciato gravi criticità e dove, purtroppo, non è stato attuato ancora nessun intervento, basti pensare che fino a poco tempo fa nell’isola di Lipari vi erano applicati 6 postini ed ora sono la metà.

L’isola di Lipari, nonostante i circa 15.000 abitanti residenti, ha soltanto 3 postini applicati, più 2 unità che fanno le isole a giorni alterni (Panarea, Stromboli – Vulcano, Filicudi). Quasi tutti i giorni vengono richieste prestazioni straordinarie ai dipendenti e nonostante ciò, nell’ufficio di Lipari, c’è molta giacenza di corrispondenza, tant’è che l’utenza è costretta a recarvisi di persona per riceverla, questo perché i carichi di lavoro sono eccessivi in special modo nel periodo estivo con l’aumento esponenziale della popolazione e di conseguenza della corrispondenza ed in particolare dei pacchi Amazon. Si dovrebbe intervenire con un adeguamento del personale poiché l’isola di Lipari presenta, tra l’altro, anche molte consegne scomode, arroccate in montagna, da fare per forza a piedi con scalinate interminabili e strade in salita anche queste a piedi, sotto il sole e con carichi consistenti di corrispondenza.

L’enorme carico di lavoro, di cui sopra, in un territorio difficile e popolato, come il suo comune, grava tutto su pochissimi portalettere che, per quanto possano prodigarsi, non riescono a smaltire tutto l’arrivo quotidiano, e questo comporta un servizio approssimativo ed indecoroso per gli abitanti che, di conseguenza, incalzano gli incolpevoli operatori del recapito con continue lamentele per i ritardi costanti, in un territorio già penalizzato con la consegna a giorni alterni. L’ Isola di Lipari, per i vari motivi citati, è un territorio complesso, che prevede delle spese
maggiori rispetto agli altri territori e scarse opportunità per le tasche di investitori privati, tant’è che stanno pensando di lasciarlo morire. Le disparità si evincono anche nelle circa 4.000 nuove assunzioni previste nel prossimo triennio ( a fronte di 15.000 “esodi incentivati”), la maggior parte nel Nord e centro Italia e per la Sicilia nessuna assunzione in programma.

Le consegne alle isole minori, causa gli orari dei collegamenti, si devono fare in pochissimo tempo, penalizzando di fatto il servizio, altrimenti il portalettere perde il traghetto di ritorno ed è costretto a restare sull’isola fino alle 18,30. L’approssimazione è tale che è lo stesso postino che deve procurarsi il biglietto e, soprattutto nei periodi estivi, questo potrebbe, per mancanza di posti, impedire il raggiungimento del luogo di lavoro; situazione che si aggiunge alla consegna a giorni alterni e a tutte le difficoltà che comporta lo spostamento in traghetto (corse annullate
per maltempo) che concorrono ad un servizio pubblico non consono ai dettami di universalità e tempestività al servizio dei cittadini. Fino a poco tempo fa ogni isola minore aveva il suo postino, mentre ora un postino deve dividersi tra Panarea e Stromboli, un altro tra Vulcano e Filicudi, è recentemente nell’isola di Panarea gli abitanti sono rimasti più di 15 giorni senza ricevere corrispondenza.

Un servizio nato per essere pubblico, un bene essenziale per i cittadini, ma che questa logica privatistica sta affossando, sostituendolo con uno modello corriere espresso: priorità assoluta ai prodotti ad alto valore aggiunto, sfruttando all’estremo la flessibilità dei lavoratori, a discapito della corrispondenza “normale” di serie B, meno remunerativa e quindi trascurabile.

Stanno cercando di stravolgere il servizio pubblico, e lo stanno facendo a partire proprio dai piccoli territori, snaturando di fatto l’identità aziendale con la consegna a giorni alterni ed i nuovi sistemi di flessibilità che inoltre tolgono al portalettere la sua antica funzione sociale come figura che presiede quotidianamente i territori a sostegno dei cittadini.

E’ evidente che questa situazione, oltre a destabilizzare l’equilibrio psico-fisico dei dipendenti, si ripercuote su tutta l’utenza con effetti negativi sulle collettività.
Per tanto La esortiamo ad intraprendere azioni a difesa degli interessi dei cittadini, ed a porre in essere tutte le interlocuzioni e le azioni possibili affinchè sia salvaguardato il servizio pubblico postale, garantito il recapito giornaliero di tutta la corrispondenza , su tutto il territorio, a tutti i cittadini e alle medesime condizioni. Nel ricordarle che l’ azienda è ancora pubblica per il 60% , la invitiamo a pretendere un servizio dignitoso con nuove assunzioni, che darebbe all’isola un risvolto positivo anche in tema occupazionale.

Questa potrebbe essere senz’altro un’opportunità per ripartire dai territori più disagiati e dimenticati, dove un servizio pubblico efficiente rappresenta un percorso di riqualificazione, ripartire dai piccoli territori per riappropriarsi di un bene comune: il servizio postale.

Distinti Saluti

Il Responsabile Nazionale Cobas Poste Lavoro Privato

Francesco Sciarra

 

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