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Cisl Sicilia: destino precari non può finire sepolto sotto macerie referendum

Dopo il taglio in Senato a tutti gli emendamenti e il via libera alla manovra di stabilità, salta la proroga dei contratti di oltre 14 mila dipendenti a tempo in Comuni e Aziende sanitarie.

Palermo, 7 dic. (AdnKronos) – “Il destino dei 20mila precari siciliani non può finire sepolto sotto le macerie politiche del post-referendum. Sarebbe il caso che il governo regionale convocasse urgentemente il sindacato”. Lo afferma il segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo secondo cui “né lo scenario politico nazionale né il teatrino della politica possono ipotecare il futuro di lavoratori ai quali le istituzioni devono, non più proroghe, ma stabilizzazione a tempo indeterminato del rapporto contrattuale”.

Dito puntato contro il governo regionale che, dice il segretario della Cisl Sicilia, non può uscirsene con “facili dichiarazione contro la macelleria sociale” ma ha “il dovere di indicare una soluzione concreta”. Da qui la richiesta di un incontro al presidente della Regione Crocetta “sul punto e anche sugli altri grandi temi aperti: dalla sanità alla Province alla formazione ai rifiuti”. Sulla vicenda dei precari, intervengono anche le federazioni del lavoro pubblico di Cgil, Cisl e Uil. “Governo e Ars – dicono – devono attivarsi per approvare subito una norma, concordata con Roma, che salvi il posto di lavoro. Una norma sganciata dalla Finanziaria 2017 che consenta le proroghe immediate dei contratti e definisca il processo di stabilizzazione”.

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