Area pomicifera, La Sinistra: ipotesi riconversione da portatori interessi privati

zona pomiceCOMUNICATO STAMPA

“I convegni sono una bella cosa”, dichiara il consigliere de La Sinistra Pietro Lo Cascio, “ma non vorremmo che questa amministrazione si trasformasse in una di quelle società specializzate nella convegnistica: in meno di un mese, ne ha messi in cantiere già due!”. È questa la prima replica della Sinistra all’iniziativa annunciata nei giorni scorsi dal sindaco Giorgianni in merito al futuro dell’area delle ex cave di pomice. “Sia chiaro: noi sosteniamo l’idea di percorsi democratici e di confronto, ma ci sono argomenti delicati, sui quali gravano troppi interessi, che sarebbe stato più opportuno affrontare preliminarmente nell’ambito del consiglio comunale e delle sue commissioni. Invece, inspiegabilmente, la questione è stata demandata a un “tavolo tecnico”, dove alcuni portatori di interessi prevalentemente privati – o quanto meno figure a loro tecnicamente vicine – stanno delineando ipotesi di riconversione di un’area che ha un’importanza cruciale per Lipari”.

“È evidente”, continua il consigliere de La Sinistra, “che i convegni non possono essere la sede dove prende corpo un’ipotesi: chi li organizza dovrebbe già avere le idee chiare. Stiamo parlando di norme per adeguare gli strumenti urbanistici, di cambi della destinazione d’uso di fabbricati, di stime attendibili di investimenti economici. Invece, colpisce l’atteggiamento dell’amministrazione, che si presenta con un documento – o più documenti, questo è ancora da vedere – prodotti da tavoli tecnici che certo non rappresentano la popolazione e le sue aspettative; e stiamo parlando di un soggetto pubblico, un comune, che non ha ancora interpellato la Regione e il Ministero dell’Ambiente, altri soggetti pubblici che hanno voce in capitolo, per comprendere quali siano le disponibilità e gli orientamenti degli stessi in materia. Tutto ciò è davvero strano”.

Il consigliere de la Sinistra ricorda infine di avere presentato una interrogazione in merito alla composizione del “tavolo tecnico”, dove chiedeva se il comune fosse in possesso di una documentazione propria relativa alle proprietà effettive e a quelle eventualmente in contenzioso nell’area pomicifera, e ancora se tra i partecipanti del tavolo tecnico vi fossero figure legate in passato da rapporti professionali con i privati coinvolti nella redazione dello strumento urbanistico che si andrà a definire. “È passato più di un mese, quando la legge assegna trenta giorni al sindaco per fornire compiuta risposta. Non vorrei che, con tutti questi convegni, il primo cittadino abbia dimenticato la mia interrogazione”.

 

LA SINISTRA EOLIANA

 

 

 

 

 

 

 

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