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Amp, Stefanachi: rispetto regole presenti per il mare delle Eolie

di Marcello Stefanachi

Caro Direttore,

Marcello Stefanachi

Marcello Stefanachi

leggo, con interesse, l’animoso dibattito sull’argomento AMP ed i relativi interventi dei cittadini Eoliani.
Apprezzo la satira (sensata) dell’associazione ” LA VOCE EOLIANA” e l’equilibrio dell’ intervento di Lino Natoli, continuo leggendo i vari articoli che danno voce alle parti portatrici di interessi economici, ambientali, sportivi.
Vorrei però con questa mia, rappresentare la visione e lo spettacolo del mare, da dietro il vetro di una maschera ed in apnea, con gli occhi di colui che, poco più che sedicenne (ahimè oltre 25 anni addietro), si affacciava nel mese di luglio sulla terrazza ad ovest della Pietra Menalda (Faraglioni), non riuscendo neanche a volte a contare i dotti e le cernie dorate di peso (alcuni di formato davvero gigante), che facevano carosello intorno ai 20 mt di profondità spesso insieme ai dentici (questi più sotto).

Complicato era anche contare le cernie brune che si affollavano alla canna a Filicudi, nel lato nord e che si intanavano al primo tuffo a fondo per poi venir nuovamente fuori dopo cinque minuti.
Non parliamo poi del passaggio delle ricciole sulla secca del bagno e i suoi vari cappelli su cui, vedere le “cavagnole” ( da 2 o 3 kg) in superficie, significava quasi certamente vedere sotto i pescioni anche da 30 e più kg.
Quanti ricci poi c’erano a 1 mt di profondità?

Credete che questo non avvenga più? Beh, non è proprio così, di spettacoli se ne vedono ancora, ma non certo con quella frequenza, ergo, coloro (tutti) che ritengono di dover dare maggiore tutela al nostro mare, hanno assoluta ragione.
Ma come?

Un buon esempio, potrebbe essere quello di evitare ai pescatori con reti da circuizione, di sterminare le ricciole del banco del bagno; un altro quello di regolare le matasse di reti che circondano tutte le isole e che tirano su le cernie dai 300 grammi in su oltre a tutto il pesce sotto taglia; ancora, costringere noi pescatori sportivi (mea culpa) a rispettare di più le leggi.

Prima però di scagliare strali sul forestiero, ci si affacci sul molo nord di marina corta e si guardi il fondo in una limpida giornata. Un occhio anche miope, non potrà non notare l’immondezzaio presente sul fondo, con rifiuti d’ogni natura, comprese reti abbandonate che continuano a catturare o batterie delle lampade (nel migliore dei casi) o dei motori marini.
Un altro semplice esercizio, potrebbe essere quello di copiare, come quando io studente (anche qui mea culpa), facevo se non riuscivo a risolvere un esercizio a scuola o come faceva il mio compagno di banco quando era lui a non riuscire a risolverlo.

Con questo voglio riferirmi alla legislazione francese e della Corsica, in cui la cernia bruna e, mi par di ricordare la corvina, sono vietate.
Il mare Corso, gode di ottima salute…
Sono fermamente convinto che il rispetto delle regole già presenti, consentirebbe a tutti i fruitori del mare, di goderne meglio.
Si inizi consultando il sito della Capitaneria di Porto e relative ordinanze:
http://www.guardiacostiera.gov.it/lipari/ordinanze-e-avvisi
Resterete stupiti nel notare come buona parte delle materie sono già correttamente regolate.
A tal uopo, brevemente richiamo anche la legislazione in materia di pesca sportiva sui limiti del pescato:

Il pescatore sportivo non può catturare giornalmente pesci, molluschi e crostacei in quantità superiore a 5 Kg complessivi, salvo il caso di pesce singolo di peso superiore”
di recente integrata con:
Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di limitazione di cattura e, fatto salvo il caso in cui tra le catture vi sia un singolo pesce di peso superiore a 5 kg, nel caso in cui il quantitativo totale di prodotto della pesca, raccolto o catturato giornalmente, sia superiore a 5 kg, il pescatore sportivo, ricreativo e subacqueo è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra euro 500 e 50.000 euro.

Questo detto, nella mia immaginazione permane l’immagine, (meglio il miraggio), di un arcipelago che sia l’avamposto ecologico e tecnologico di una nuova era, in cui ci si muova con mezzi elettrici a terra ed educatamente per mare; in cui magari ci si possa ancorare ad ancore stealth con boe, senza distruggere le praterie subacquee e , perché no, gratuitamente per i residenti; In cui si possa continuare equilibratamente a sfruttare il patrimonio ittico; in cui gli educati visitatori, non si trasformino più in Unni pronti all’assalto senza un bagno pubblico per fare i propri bisogni e tanto altro potrei dire…
In questo miraggio, forse, un’ Area Marina Protetta diversa da tutto il resto, con menti, si badi, illuminate che ne formano la governance, forse potrebbe trovare un suo spazio e potrebbe lasciare tutti contenti, ma solo così.
Chiedo scusa per il mio intervento, la mia discrezione mi porta a non portare spesso in giro e tanto più in rete le mie opinioni…ma qui si parla del MARE, del vostro MARE, del nostro MARE…e ringrazio Dio con tutto il cuore per avercelo dato.

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