All’Ars il 7 gennaio legge voto anti-trivelle

Approderà a sala d’Ercole giorno 7 gennaio il ddl voto targato Movimento 5 Stelle che mira a stoppare l’articolo 38 del decreto sblocca Italia, che rischia di spianare la strada alle trivelle in gran parte della Sicilia.

E’ l’ultimissima conquista del Movimento 5 Stelle sul fronte anti-trivelle, annunciata oggi nel corso di una conferenza stampa all’Ars che, alla presenza del sindaco di Palermo Orlando in rappresentanza dei sindaci isolani e di alcune associazioni ambientaliste, ha fatto il punto sulla lotta per fermare la corsa all’oro nero lanciata dal governo Renzi e dagli accordi del presidente della Regione Crocetta con i petrolieri.

E’ stata ieri la riunione dei capigruppo all’Ars a dare il via libera per l’aula al ddl voto che mira all’abrogazione dell’articolo 38 del decreto legge 12 settembre 2014 (il cosiddetto Sblocca Italia), convertito poi in legge. Se da Sala d’Ercole arriverà l’ok saranno poi i parlamentari siciliani a Roma a dover cercare di farlo battezzare legge dello Stato.

Nella pentola in ebollizione del M5S non c’è solo il ddl voto: ha avuto recentemente l’ok dalla commissione Ambiente dell’Ars anche la proposta di referendum abrogativo dello stesso articolo, mentre in precedenza erano state approvate da sala d’Ercole due mozioni a firma Palmeri e Foti e un ordine del giorno a firma Mangiacavallo.

Sempre lo stop alle trivelle il comune denominatore di tutti questi atti, con diverse sfaccettature. La mozione Palmeri ha impegnato il governo a fermare la ricerca sulla terraferma per mettere al riparo l’isola da possibili rischi sismici, quella a firma Foti a stoppare i petrolieri nel canale di Sicilia con la costituzione di zone a tutela biologica, mentre l’atto a firma di Mangiacavallo mira all’abrogazione degli articoli 37 e 38 con il ricorso al referendum e alla Corte costituzionale.

“Sono tutti atti – dice il presidente Cinquestelle della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino – che dovrebbero mettere la Sicilia in una botte di ferro – ma che invece rischiano di rimanere carta straccia. Non è un segreto che le intenzioni del governo marciano in direzione opposta, come non è una novità che questo esecutivo ha mostrato in tantissime occasioni di snobbare il Parlamento, calpestando clamorosamente le sue determinazioni, un fatto indecente e inaccettabile. E questo, nel caso delle ricerche petrolifere, solo per perseguire vantaggi economici che sono solo ipotetici, contro rischi certi per la salute, per l’ambiente e per l’economia della Sicilia”.

Valentina Palmeri ha definito l’accordo con Assomineraria ed i petrolieri una regalia di Crocetta, che tratta con disprezzo gli atti parlamentari del Movimento. La nostra è una battaglia che va verso una concezione nuova di sviluppo, indirizzata verso la terza rivoluzione industriale, è una battaglia per restituire la sovranità ai cittadini”.

Per Angela Foti la battaglia portata avanti dal Movimento non è una battaglia contro qualcosa o qualcuno “è una battaglia pro-marineria e a tutela della pesca, che dalle trivellazioni uscirebbero con le ossa rotte”. “Crocetta – ha detto – mette davanti agli occhi la carota di cartone dell’occupazione e delle entrare a fronte di bastonate reali per i siciliani”.

Il sindaco di Palermo, nel corso della conferenza in veste di presidente, dell’Anci Sicilia, vede nel referendum contro le trivelle la soluzione ad un problema che non è principalmente di sicurezza, “che si può anche dare per assodata”

“Il problema – ha detto Orlando – e del tipo di sviluppo che si vuole perseguire, che deve essere di tipo sostenibile”.

Dal Movimento 5 Stelle è arrivato anche l’invito a partecipare al sit in organizzato dai sindacaci a piazza Indipendenza per il pomeriggio di venerdì.

“Noi – dicono i deputati M5S– aderiamo senza se e senza ma, e speriamo che in piazza vengano tantissimi siciliani. E’ ora che si capisca che l’ambente è patrimonio di tutti non solo di alcuni”.

blogsicilia.it

 

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